04 Set 2026 — 04 Ott 2026, ore 10:00
Palazzo Ducale, Sala Liguria
U-BOOT Lab presenta Ninety Percent of Everything, installazione multicanale realizzata in collaborazione dai collettivi Fish Tank e Fathom 30° insieme alla data artist Tiziana Alocci e alla factory sonora Stellare, con il contributo del fotografo Simone Lezzi. Il progetto installativo nasce in seguito alla call internazionale di U-BOOT Lab volta alla selezione di artiste e artisti per una residenza curata da Maria Pina Usai e svoltasi dal 15 al 30 maggio 2026 tra Palazzo Ducale Genova, il porto operativo, la stazione sperimentale del CNR-IRBIM e in navigazione a bordo della nave cargo Grendi.
Il progetto, realizzato da U-BOOT Lab in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale Genova con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale, esplora il porto come dispositivo critico di relazione tra flussi commerciali, equilibri ecologici e dinamiche sociali.
Come afferma Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale, «La residenza e l’installazione sollecitano un confronto tra arte contemporanea, ricerca scientifica e territorio, invitando il pubblico a riflettere sulle infrastrutture invisibili che regolano la nostra quotidianità e sulle implicazioni ambientali, sociali e geopolitiche della logistica».
L’opera, infatti, indaga il rapporto tra logistica marittima e crisi climatica, intesa come esito sistemico delle interconnessioni tra ecologia, lavoro, dinamiche economiche, geopolitiche e consumo globale.
Basata su pratiche di data visualization e data sonification, l’installazione assume come materia di ricerca artistica dataset provenienti dalla ricerca scientifica, dalla logistica marittima e dal lavoro di campo svolto durante la residenza. Immagini in movimento, suoni e fotografie, dati relativi ai flussi navali, alla biodiversità marina, alle infrastrutture portuali, alle merci e al lavoro marittimo si intrecciano alle testimonianze raccolte sul campo, e si traducono in un linguaggio audiovisivo capace di rendere percepibili relazioni normalmente invisibili. Più che rappresentare i dati, l’opera ne interpreta le connessioni, trasformando informazioni eterogenee in un’esperienza che invita il pubblico a interrogare il proprio ruolo all’interno di questo sistema.
L’installazione audiovisiva si articola in una grande proiezione su due canali, accompagnata da due visualizzazioni che restituiscono in tempo reale i flussi di navigazione e i dati generati dalle comunicazioni tra le navi.
La proiezione è il centro dell’opera e si compone di immagini in movimento, registrazioni sonore, data visualization, data sonification e image-to-sound systems, in cui dati scientifici, logistici e documentari si intrecciano con le testimonianze raccolte durante la residenza artistica. Le interviste insieme ai ritratti realizzati da Simone Lezzi restituiscono voce e volto alle persone che, attraverso il proprio lavoro, rendono possibile il funzionamento della logistica marittima, mettendo l’esperienza umana in dialogo con i dati che descrivono il sistema. Ne emerge un racconto del sistema portuale e marittimo come infrastruttura che connette ecologie, economie, lavoro, tecnologie e consumo globale.
Accanto alla proiezione principale, due superfici di proiezione sospese ospitano visualizzazioni che si aggiornano in tempo reale, mantenendo l’installazione costantemente connessa ai processi della logistica marittima. La prima è alimentata da un’antenna AIS/VHF in sola ricezione, dello stesso tipo di quelle comunemente utilizzate a bordo di navi e imbarcazioni. L’antenna, già impiegata dal collettivo Fish Tank durante la residenza artistica, è installata all’interno dello spazio espositivo e riceve esclusivamente i messaggi AIS (Automatic Identification System) trasmessi in chiaro dalle imbarcazioni in navigazione nel porto di Genova. I dati ricevuti vengono elaborati e tradotti in una visualizzazione generativa che rende percepibili le comunicazioni invisibili tra navi, porto e infrastrutture costiere.
La seconda visualizzazione restituisce una cartografia dinamica del traffico delle navi merci su scala più ampia, elaborata a partire dai dati AIS provenienti da reti globali di monitoraggio della navigazione. Le rotte delle navi cargo si aggiornano continuamente, collocando il porto di Genova all’interno del sistema logistico internazionale e rendendo visibile la dimensione planetaria delle infrastrutture che sostengono la circolazione delle merci.
Le due visualizzazioni introducono nell’installazione una dimensione temporale aperta e in continua evoluzione. Ogni visita coincide con una configurazione diversa dei dati, generata dai movimenti reali delle navi nel momento stesso in cui il pubblico attraversa lo spazio espositivo.
L’installazione è accompagnata, nella sala accanto, da cartografie, appunti, riferimenti scientifici, dataset, immagini e materiali di lavoro prodotti durante la residenza, che documentano il processo di ricerca e le relazioni costruite tra artistə, ricercatorə, istituzioni scientifiche e operatoə del sistema portuale. Concepita come uno spazio in continua evoluzione, l’ambiente continuerà a trasformarsi per tutta la durata della mostra attraverso i contributi emersi dal public program che vede al centro incontri, workshop e momenti di confronto. I partecipanti saranno invitati a condividere la propria relazione con il porto e la navigazione, contribuendo alla costruzione di un patrimonio diffuso di memorie, esperienze e relazioni. Una selezione dei materiali raccolti confluirà nella pubblicazione conclusiva del progetto, estendendo il dispositivo di ricerca oltre il momento della residenza e della mostra.
La mostra rappresenta l’esito di un percorso di ricerca che ha trasformato Genova in un laboratorio di osservazione e interpretazione del presente. Come la Despina raccontata da Italo Calvino ne Le città invisibili, la città assume significati diversi a seconda dello sguardo di chi la attraversa e la osserva. Le immagini in mostra non offrono una visione univoca, ma aprono nuove prospettive su un luogo in continua evoluzione, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra memoria e futuro, appartenenza e desiderio. Un percorso che restituisce la complessità di Genova e, al tempo stesso, la sua inesauribile capacità di immaginare nuovi orizzonti.
a cura di
Maria Pina Usai
in collaborazione dei collettivi Fish Tank e Fathom 30° insieme alla data artist Tiziana Alocci e alla factory sonora Stellare, con il contributo del fotografo Simone Lezzi.
informazioni
ingresso libero
quando
dal 4 settembre al 4 ottobre 2026
apertura al pubblico
da domenica a giovedì, ore 10-19
venerdì e sabato, ore 10-20
dove
Sala Liguria
carta dei servizi