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Mimmo Rotella 1945 – 2005

24 Apr 2026 — 13 Set 2026, ore 11:00

Palazzo Ducale, Sottoporticato

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A vent’anni dalla scomparsa, una grande retrospettiva dedicata al maestro del décollage ripercorre sessant’anni di ricerca artistica, restituendo la forza innovativa di un linguaggio che ha segnato l’arte del Novecento.

Con oltre 100 opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private, la mostra offre una lettura ampia e articolata dell’incessante ricerca artistica di Rotella, dal 1945 al 2005.

L’esposizione, insieme ad alcuni dei più celebri lavori degli anni Sessanta, mette in luce la straordinaria varietà di tecniche e linguaggi sviluppati da Rotella nel corso della sua carriera. Il percorso, articolato in sette sezioni tematiche, accompagna il visitatore attraverso le principali fasi della sua produzione: si apre con tre opere su carta giovanili datate 1945, provenienti dalla Fondazione Mimmo Rotella, e si conclude con Dance Dream del 2005 che sintetizza alcuni temi essenziali della sua ricerca sul cinema, offrendo così una visione esaustiva su sessant’anni di sperimentazione artistica. L’artista è scomparso nel 2006 e proprio quest’anno ricorre il ventennale della morte. L’importanza della mostra e il rigore nella selezione delle opere è dimostrata anche dalla presenza a Palazzo Ducale di ben tre opere fondamentali di Rotella esposte nella celebre Biennale del 1964, quella che vide il trionfo della Pop Art americana. Si tratta di: Tenere è la notte e Violenza segreta del 1963, oltre a Birra! del 1962.

Il décollage, nelle sue diverse declinazioni, resta il filo conduttore della mostra. Gesto-simbolo radicale della poetica di Rotella, lo strappo si impone come atto assoluto e dirompente: un gesto al tempo stesso estetico e politico, capace di aprire nuovi varchi alla percezione e di mettere a nudo la verità nascosta dietro le immagini del consumo.

Come afferma il curatore Alberto Fiz, “non conta più ciò che si trova in superficie, ma l’aspetto frammentario e frammentato di una dimensione reale destinata a modificarsi sotto lo sguardo complice dell’osservatore. L’immagine crepitante esce dalla sua dimensione solipsistica per diventare parte di un processo in continua evoluzione”.

Questo desiderio di andare oltre la superficie, indagando la materia nei suoi aspetti più profondi, conduce l’artista negli anni Ottanta verso le sovrapitture, in dialogo con il ritorno alla pittura che caratterizza molte esperienze europee, tra cui la Transavanguardia, senza rinunciare al confronto con il graffitismo, così come negli anni Sessanta aveva saputo misurarsi con la Pop Art.

La mostra dedica, inoltre, uno spazio alle tele emulsionate in bianco e nero realizzate durante gli anni di piombo, in cui Rotella abbandona l’universo delle celebrities per confrontarsi con uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Ne nasce una sorta di personale reportage visivo costruito non sulla realtà diretta, ma sulle immagini restituite dai media, filtrate e rielaborate attraverso il suo linguaggio artistico.

L’indagine dagli anni Ottanta in poi è documentata da lavori di grande significato, come testimonia Large green blank del 1980, un’opera di tre metri proveniente dalla Fondazione Mimmo Rotella, in cui l’artista fa tabula rasa coprendo l’immagine nella sua totalità, lasciando liberi soltanto i bordi; oppure Attenti del 2004, un décollage su lamiera, anch’esso di tre metri, in cui compare l’immagine di una tigre che ruggisce.

Non manca infine un riferimento a Genova città nella quale Rotella ha realizzato per l’ultima volta Il rito della lacerazione, una performance strappando i manifesti dai muri, compiuto nell’ottobre 2004 in occasione della mostra Arti e architettura 1900-2000 curata da Germano Celant per Palazzo Ducale. Un raro frammento dell’happening viene presentato in mostra insieme a fotografie e a un documento filmato dell’evento.

Opere iconiche e inediti

In mostra figurano alcuni dei lavori più emblematici dell’artista, tra cui Naturalistico (1953), collage su tela con specchi e vetro proveniente dalla Casa della Memoria di Catanzaro, Up-tempo del 1957, retro d’affiche di quasi tre metri messo a disposizione dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, A strappo deciso, décollage astratto di grande potenza espressiva, proveniente dalla collezione di arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina, Mitologia in nero e rosso (1962) della Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia di Milano da cui emergono i nuovi miti contemporanei legati alla società consumistica, Il punto e mezzo (1963) della Giò Marconi Gallery di Milano, tra i primi interventi sul mondo pubblicitario, oltre a una serie di opere dedicate al cinema tra cui Tenera è la notte e Liberty Valance entrambi del 1963 provenienti rispettivamente da una collezione privata torinese e dal Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Tra le opere in mostra spicca Marilyn (1963), una delle immagini più iconiche della ricerca di Mimmo Rotella. Realizzata l’anno successivo alla scomparsa della diva, l’opera segna il momento in cui Marilyn Monroe diventa presenza autonoma e simbolica all’interno della sua indagine artistica. Il décollage è concesso eccezionalmente dalla Heidi Horten Collection di Vienna, tra le più importanti collezioni private austriache, con una raccolta che spazia dall’Impressionismo all’arte contemporanea. Accanto all’opera viene presentato anche un riporto fotografico in bianco e nero del 1963, mai esposto prima in una mostra pubblica.

Un approfondimento particolare mette in dialogo due opere del 1963 dedicate a John F. Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre dello stesso anno: Viva America e Hommage au President. In quest’ultima opera emerge con particolare evidenza la riflessione di Rotella sulla società di massa e sui suoi meccanismi di banalizzazione dei contenuti, fino ad accostare il volto di Kennedy all’immagine di un gelato, in un cortocircuito visivo che rivela la forza critica della sua ricerca..   

La mostra è completata da un ricco apparato documentario proveniente dalla Fondazione Mimmo Rotella tra cui fotografie originali, articoli, poesie epistaltiche. Vengono esposti anche gli scatti di Paolo Di Paolo messi a disposizione dall’Archivio Paolo Di Paolo – a cui Palazzo Ducale ha dedicato una personale nei mesi scorsi – così come una serie di contributi video.

La rassegna è stata resa possibile grazie a importanti prestiti provenienti da istituzioni museali, fondazioni, collezioni pubbliche e private, tra cui la Fondazione Mimmo Rotella, il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la Sovrintendenza Capitolina e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Heidi Horten Collection di Vienna, la Collezione Intesa Sanpaolo di Milano, la Casa della Memoria di Catanzaro, l’Archivio Paolo Di Paolo di Roma, la Giò Marconi Gallery.

a cura di

La mostra è prodotta e organizzata da Metamorfosi Eventi,  in collaborazione con Fondazione Mimmo Rotella e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

A cura di Alberto Fiz

 

informazioni

Biglietti

intero 12€

ridotto 10€, scopri qui l’elenco delle riduzioni

under25 6€, dai 19 ai 15 anni compiuti

ragazzi 5€, dai 6 ai 18 anni compiuti

 

Gruppi

Ridotto 11,50€ inclusa prevendita
(min 15-max 25 persone)

Ridotto scuole 5€

 

Biglietto open

intero 14€ + 1,50€ prevendita

ridotto 12€ + 1,50€ prevendita

quando

da martedì a domenica 11-19
la biglietteria chiude un’ora prima

lunedì chiuso

 

Apertura straordinaria:

  • lunedì 1° giugno 2026

dove

Sottoporticato

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