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It’s only Rock’n’roll

27 Apr 2017 — 18 Mag 2017, ore 00:00

Volti, canzoni e utopie
che ci hanno cambiato la vita

Il suono della rivoluzione. La protesta che esplode nelle strade. Il sesso urlato nelle canzoni, sinuoso nel blues, sfacciato nel rap. La gioia di stare finalmente insieme, la delusione di non essere capiti. Generazione dopo generazione, la musica ha dato voce alla rabbia e alla speranza. E lo ha fatto sostenendo martiri visionari, predicatori contro il razzismo, rockstar che camminano sull’acqua.

A cura di Renato Tortarolo

Renato Tortarolo con Elodie e Zibba

Renato Tortarolo con Elodie e Zibba

ingresso su prenotazione Black è un pensiero che arriva dall’adolescenza. Il soul appreso dalla colonna sonora di famiglia. L’amore per Carmen McRae, Aretha Franklin, Ella Fitzgerald, Billie Holiday. E il ritmo che si insinua sotto pelle, la dance degli anni ’70 di Kool & the Gang. Tutto sembra così lontano, eppure è solo da afferrare, fluttua nelle canzoni che ascoltiamo ogni giorno. C’è solo da imparare, chi è venuto prima di noi ha tracciato una strada. Le donne che si sono battute per essere cantanti lo hanno fatto anche per chi sognava semplicemente la libertà. E adesso è giusto studiarle, quelle canzoni, quelle fisionomie. Ed è bello raccontare le storie di chi è diventata famosa o ha perso tutto, sempre con dignità. Elodie è il nome d’arte di Elodie Di Patrizi, 26 anni, romana. Cantante e autrice, è diventata popolare nel 2015 con “Amici di Maria De Filippi”. L’anno successivo è seconda classificata, a maggio pubblica il suo primo lp “Un’altra vita” con l’inedito omonimo di Fabrizio Moro e “Amore avrai” di Emma Marrone. Vince la seconda serata al Coca Cola Summer Festival e il 19 settembre partecipa ad Amiche in Arena, dove duetta con Loredana Berté ed Emma. Nel 2017 debutta fra i big al Festival di Sanremo con “Tutta colpa mia”, che dà il titolo al suo primo album con tredici inediti, fra cui “Amarsi basterà” di Zibba che duetta con lei Scrivere è uno stato d’animo. Fare musica il suo specchio. La canzone d’autore è cambiata. Le frontiere sono crollate. Quelle dell’arte e dello spettacolo sicuramente. Ci sono state grandi lezioni, il blues, il rock, i Rolling Stones. E intuizioni che ci hanno cambiato la vita. Il modo di intendere i rapporti. La rivoluzione sessuale non sarebbe potuta esplodere senza l’inquietudine nelle strade, il corpo a corpo tra…

27 Aprile 2017, ore 21.00

Renato Tortarolo con Luca De Gennaro e Samuel

Renato Tortarolo con Luca De Gennaro e Samuel

Dov’è la festa? Come siamo cambiatidallo sballo di Woodstockal rito della dance ingresso su prenotazione Musica che scandisce i giorni che viviamo. E la bellezza che si fa disco: Ho sempre pensato che non fosse solo un concetto estetico. Il dono dell’eleganza, della sensibilità, dell’ironia fanno parte di un istinto che rappresenta il bello degli esseri umani. Ho provato a immaginare la bellezza come un codice scritto dentro le persone speciali, quelle persone sono fonte d’ispirazione per chiunque gli stia vicino. Ora suoni e idea del bello, dopo essere approdati al Festival di Sanremo con “Vedrai”, sono un album: “Il codice della bellezza”. Ma cosa vede un artista come Samuel in un pianeta musicale e discografico sotto rivoluzione copernicana? Il segreto, ancora una volta, è nell’allineare immagini ed emozioni e farle vibrare su un palco Samuel, vero nome Samuel Umberto Romano, 45 anni, torinese, è autore, compositore e cantante. E’ stato il frontman dei Subsonica, con i quali ha scritto e pubblicato sette album, e ha dato vita al progetto Motel Connection. Eclettico, versatile nei concerti, ambizioso nella fase creativa e in studio di registrazione, nel 2016 ha scelto una vita da solista. Cambiando ancora una volta le coordinate della proposta musicale, più orientata all’introspezione e al disegno di relazioni sentimentali ma sostenuta da un electropop, è il caso di “Vedrai” presentata nel 2017 al Festival di Sanremo”, che diventa ballata intima e manifesto di nuovi codici estetici. Dall’11 maggio “Il codice della bellezza” è in tour e l’8 luglio sarà al Goa Boa festival di Genova. Fare dischi, andare in tournée e incidere sulle coscienze di milioni di persone è profondamente cambiato. In sessant’anni, dall’esplosione del rock’n’roll, il modo di rappresentare sentimenti ed energie delle persone ha subito una rivoluzione copernicana. Prima c’erano i dischi in vinile e le radio,…

04 Maggio 2017, ore 21.00

Renato Tortarolo con Chiara

Renato Tortarolo con Chiara

Dimmi come ti vestie ti dirò che popstar seiCome la moda ha vinto la sfida dipunk e rapper Nessuno ti salverà se non lo fai da sola Così Chiara che del mondo discografico e del suo ambiente ha un’impressione distaccata. Il look è una componente essenziale del rock e dell’entertainment musicale? Lei lo ha stravolto, rispetto al primo successo, per proporre una giovane donna più matura. Il mercato della musica oscilla tra fatui innamoramenti e valori che si confermano nel tempo? Lei, forte di una laurea in economia, lo studia a fondo: . In fondo, le più celebrate rockstar inglesi hanno messo a frutto proprio le specificità dei loro studi. Non si vive solo di rock’n’roll. Chiara, nome d’arte di Chiara Galiazzo, 31 anni, di Padova, è diventata popolare nel 2012 aggiudicandosi X Factor. E’ laureata in economia ed è stata una broker di fondi gestiti, prima di dedicarsi alla canzone. Voce chiara e potente, ha pubblicato tre album, “Un posto nel mondo”, “Un giorno di sole” e “Nessun posto è casa mia”, prodotto da Mauro Pagani, che ha lo stesso titolo della canzone presentata a Sanremo 2017. L’incontro con Pagani le ha permesso di chiudere un periodo contrastato, dopo la vittoria a X Factor, in cui pur partecipando a due edizioni del Festival, nel 2013 con “L’esperienza dell’amore” e “Il futuro che sarà”, e nel 2015 con “Straordinario”, non trovava una collocazione adeguata. Ripartita da zero, è un’artista completamente diversa. Rassegna It’s only Rock’n’roll

11 Maggio 2017, ore 21.00

Renato Tortarolo con Roberto Vecchioni

Renato Tortarolo con Roberto Vecchioni

Protesta, politica, grandi sogniE la musica esplose sulle barricate La protesta. L’impegno civile. La rabbia e la disillusione. La storia degli uomini è costellata di no urlati e pagati a caro prezzo. E la musica ha fatto la sua parte. Dal blues al punk, passando per le canzoni del movimento per i diritti civili in America o contro l’apartheid e ogni forma di segregazione, rock e black music sono ancora in prima linea. Ma chi ha ispirato le rockstar, chi ha suggerito visioni che hanno portato uno di loro, Bob Dylan, al Nobel per la letteratura? Quanti invece non sono mai stati riconosciuti, sacrificati alle leggi del mercato? E come vede questi fenomeni un poeta e cantautore, Roberto Vecchioni? Dagli inni rivoluzionari nati in uno studio di registrazione ai canti delle battaglie furibonde nelle periferie del mondo, i ribelli in jeans e motocicletta hanno ceduto il passo a star impegnate in campagne sociali e fondazioni benefiche contro la diseguaglianza. Ecco chi sono… Roberto Vecchioni, 73 anni, sposato con la scrittrice Daria Colombo, ha quattro figli e vive a Milano. Laureato nel ’68 in lettere antiche all’Università Cattolica di Milano, insegna greco e latino per trent’anni nei licei classici di Milano e Brescia. Debutta come autore negli anni ’60 per Vanoni, Cinquetti, Zanicchi e Michele mentre è del ’71 l’esordio discografico con “Parabola” che contiene “Luci a San Siro”. Al Festival di Sanremo due anni dopo con “L’uomo che si gioca il cielo a dadi”, trova il successo nel 1977 con l’album “Samarcanda. Seguono più di venti dischi che vendono oltre otto milioni di copie. Nel ’92 vince il Festivalbar con “Voglio una donna” e nel 2011 il Festival di Sanremo con “Chiamami ancora amore”. Nel frattempo, Vecchioni affina il talento di scrittore e nel 2015 con “Il mercante di luce”…

18 Maggio 2017, ore 21.00


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