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Genova nel Novecento

20 Apr 2017 — 18 Mag 2017, ore 00:00

Cinque lezioni di architettura e storia incentrate sui cambiamenti urbanistici della Grande Genova tra eccellenze progettuali, strategie culturali, condizionamenti politici e speculazioni edilizie.
A cura di Matteo Fochessati e Giovanna Rotondi Terminiello

Matteo Fochessati

Matteo Fochessati

Da Genova nuova alla Grande Genova Da Genova Nuova, titolo di un volume edito nel 1902 che documentava le allora recenti trasformazioni urbanistiche e architettoniche, alla Grande Genova, il decreto voluto da Mussolini che nel 1926 sancì l’inclusione dei comuni limitrofi: la trasformazione architettonica e urbanistica della città nella prima metà del Novecento sarà analizzata, attraverso un ricco campionario di esempi, come rispecchiamento dei significativi cambiamenti politici, sociali ed economici di quegli anni. Se i mutamenti stilistici – dall’eclettismo al razionalismo – rappresentarono infatti il riflesso dell’affermazione di nuove emergenti classi sociali, le grandi trasformazioni urbanistiche di quest’epoca collimarono con la crescita economica e industriale della città, ma anche con le strategie di propaganda politica e di autocelebrazione messe in atto dal regime fascista. Straordinario laboratorio di progettazione architettonica, la Genova di questi anni costruì allora quell’identità moderna che ancora adesso la rappresenta e tuttavia non sempre la città ha manifestato una grande rispetto nei confronti dei manufatti del periodo, come documentato dal degrado in cui versano alcuni celebri edifici o, peggio ancora, dallo scellerato abbattimento di importanti architetture. Conservatore della Wolfsoniana di Genova, di cui ha curato mostre e allestimento museale, dal 2004 ricopre l’incarico di professore a contratto per l’insegnamento di Teoria e storia del design presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova. Dal 2005 tiene anche un insegnamento di arte contemporanea per il Genoa School of Architecture Program – Florida International University.Corrispondente dal 1997 de “Il Giornale dell’Arte”, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero ed è stato tra gli altri autore dei volumi La voce del mondo. L’immagine della radio in Italia tra le due guerre (1992) e Art Nouveau tra modernismo e nazionalismo romantico (2012). rassegna Genova del Novecento, un secolo di trasformazioni, a cura di Matteo Fochessati e Giovanna Rotondi Terminiello

20 Aprile 2017, ore 17.00

Giovanna Rotondi Terminiello

Giovanna Rotondi Terminiello

Partendo da quella che era l’identità di Genova prima delle distruzioni belliche, saranno esaminate le scelte di rinnovo urbanistico di interi quartieri cittadini semidistrutti dai bombardamenti, le modalità di ricostruzione o di restauro degli edifici monumentali ripetutamente colpiti, le scelte assolutamente innovative nel campo della museografia, l’impegno operativo e di studio grazie al quale sono stati effettuati dalla metà degli anni cinquanta in poi straordinari recuperi di aree urbane e di complessi architettonici che hanno contribuito a creare una nuova identità di Genova: un’eccellenza, questa, riconosciuta anche a livello internazionale come dimostra la designazione di “Genova capitale europea della cultura 2004” avvenuta nel 1998 da parte degli Stati membri dell’Unione Europea. Giovanna Rotondi Terminiello è stata dal 1976 al 1996 Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Liguria e dal 1996 al 2006 professore a contratto di “Storia e tecnica del restauro” presso l’Università di Genova, corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Dal 1996 è presidente della giuria del premio nazionale “L’Arca dell’Arte. Premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte”. Dal 2010 insegna in UniAuser nell’area arte, cultura e spettacolo. rassegna Genova del Novecento, un secolo di trasformazioni, a cura di Matteo Fochessati e Giovanna Rotondi Terminiello

27 Aprile 2017, ore 17.00

Francesco Saverio Fera

Francesco Saverio Fera

Le città europee e in particolare quelle italiane a partire dal secondo dopoguerra hanno vissuto drammatici stravolgimenti che ne hanno radicalmente modificato le loro strutture.Da queste trasformazioni non sono rimasti esclusi i centri antichi cittadini che sono stati fortemente manomessi sia per gli eventi bellici, sia a causa di una non coerente linea culturale che ne potesse indicare le possibili trasformazioni. Tuttavia nella seconda metà del novecento si attuano importanti realizzazioni che cercano di ridare una nuova identità al centro di Genova, indicando possibili vie da percorrere. Attraverso una selezione di casi di studio si cercherà di ripercorrere la recente vicenda urbana. Francesco Saverio Fera, laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, dottorato alla Facoltà di Architettura di Genova, professore associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna è attualmente Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Architettura della stessa università. rassegna Genova del Novecento, un secolo di trasformazioni, a cura di Matteo Fochessati e Giovanna Rotondi Terminiello

04 Maggio 2017, ore 17.00

Andrea Canziani

Andrea Canziani

La speculazione edilizia e le periferie Il Novecento è il secolo della modernità, del progresso, della crescita ininterrotta e anche delle periferie. Dalla fine della seconda guerra mondiale assistiamo a un’accelerazionevertiginosa dell’affermarsi della periferia moderna. Costruita sull’alternanza tra case, residui frammenti rurali e quartieri industriali e inseguita fino agli anni Settanta come una metafora virtuosa del progresso, una ideale progressione delle classi lavoratrici. Oggi è un paesaggio fatto di case e spesso di niente altro, lontano dal modello idealizzato dellacittà moderna.Quello che accade in Italia si confronta e si specchia nella realtà genovese, la cui crescita urbana viene letta passando per i risultati raggiunti dal piano INA Casa, il piano regolatore del 1959, il tentativo di revisione della commissione Astengo ed infine il piano regolatore del 1976. Tra quartieri che sono preziosi frammenti di modernità che indicavano un’altra via possibile rispetto alle spinte dello spreco edilizio e della speculazione. Andrea Canziani, laurea in Architettura e dottorato presso il Politecnico di Milano, specializzazione in restauro alla Facoltà di Architettura di Genova, è architetto del Ministero dei beni e delle attività culturali, insegna presso il Politecnico di Milano e presiede l’International Specialists Committee Education+Theory di Docomomo International. rassegna Genova del Novecento, un secolo di trasformazioni, a cura di Matteo Fochessati e Giovanna Rotondi Terminiello

11 Maggio 2017, ore 17.00

Lorenzo Delfino e Matteo Rossi

Lorenzo Delfino e Matteo Rossi

Ripensare la città contemporanea A partire dagli anni Settanta Genova ha vissuto una profonda trasformazione economica e sociale. Da un’economia basata sull’industria pesante controllata dallo Stato si è progressivamente passati a un’economia in cui il settore terziario è ampiamente prevalente. Questi cambiamenti, che sono in corso ormai da più di quarant’anni, non possono più essere semplicemente descritti come una fase di transizione da un sistema di produzione a un altro, ma è necessario cercare di comprenderli nei loro caratteri essenziali.Che cosa è stato allora il processo di deindustrializzazione a Genova? Che caratteristiche ha avuto? Quali differenze e quali affinità si possono trovare rispetto a processi analoghi in altre grandi città italiane? Quale impatto ha avuto sul piano sociale e demografico? Nell’intervento si cercherà di rispondere a queste domande, nel tentativo di individuare anche le tendenze presenti e future di tali trasformazioni. Matteo M. Rossi, nato a Genova nel 1993, studia Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna e ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Pavia, con una tesi sul rapporto tra esclusione e violenza politica. Si è occupato di conflitti, potere e usi politici della memoria. Lorenzo Delfino, nato a Genova nel 1993, è studente in storia all’Università di Bologna, ha conseguito la laurea triennale presso l’Università di Torino con una tesi sul movimento operaio torinese. Nello studio e nella militanza politica si interessa alle trasformazioni sociali del lavoro proprie del neoliberismo e del postfordismo.

18 Maggio 2017, ore 17.00


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