Dipingere l’invisibile dal 22 marzo al 13 luglio 2025, Appartamento e Cappella del Doge
visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 11 alle 19
lunedì 23 giugno apertura pomeridiana speciale dalle ore 14 alle 19 al prezzo di 5 euro
“Nel mio lavoro le sequenze di segni occupano lo spazio e il tempo, un segno dopo l’altro, una sequenza dopo l’altra, non vi è una rappresentazione dello spazio, ma piuttosto la sua occupazione”
L’arte contemporanea torna a Palazzo Ducale con una grande mostra di pittura astratta di un artista che ha scritto la storia dell’arte italiana attraverso una pittura astratta, poetica e un’arte performativa, dove il gesto e il segno trasportano il pubblico in un’esperienza sospesa fuori dal tempo. Con oltre 50 anni di pittura, Giorgio Griffa (Torino, 29 marzo 1936) annovera tre Biennali di Venezia (nel 1978, 1980 e 2017) e oltre 200 mostre personali in musei e istituzioni di tutto il mondo, tra cui quelle organizzate da Ida Giannelli, negli anni ‘70-‘80, proprio a Genova alla SamanGallery.
Le opere esposte nell’Appartamento del Doge dialogano con la storia e l’architettura dell’edificio, presentando grandi tele, opere su carta e installazioni, tra cui un omaggio a Montale nell’anno che celebra i 100 anni di “Ossi di seppia”.
Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936 e inizia a dipingere da bambino. Già a metà degli anni Sessanta le sue tele mostrano i primi elementi di astrazione e una profonda riflessione sullo status della pittura. Dal 1967/68 con il ciclo Segni primari prende forma il suo sistema di lavoro su tele libere, non preparate, dipinte a terra, con tratti e linee che «potrebbero appartenere alla mano di tutti». Griffa è da subito uno dei protagonisti nel dibattito che nasce dall’Informale e si fa strada tra la Pop Art, il Minimalismo e l’Arte Concettuale. Percorre così i primi passi del suo personale sentiero d’artista, accanto agli amici dell’Arte Povera con cui condivide il rispetto e l’interesse per l’intelligenza della materia. Dopo più di cinquant’anni di carriera e tredici cicli di pittura, il percorso di Griffa rimane unico, al di fuori di una corrente specifica.
Nelle collezioni e musei nel mondo, dalla Tate Modern al Centre Pompidou, i suoi segni e i suoi colori sono altamente riconoscibili: una cifra che passa con continuità e coerenza, vitalità e poesia da un’opera all’altra.
A cura di Ilaria Bonacossa e Sébastien Delot in collaborazione con Fondazione Giorgio Griffa
Il lavoro di Giorgio Griffa ha la forza silenziosa dell’acqua nella sua capacità trasformativa che mette in scena una poetica e ipnotica sospensione temporale
Ilaria Bonacossa
Giorgio Griffa ha compreso l’importanza dell’oblio, un processo necessario per accedere e dare spessore al tempo sensibile. Dare vita a un tratto, a una linea, a una forma gli permette di esprimere il suo rapporto con la memoria secolare della pittura. La pittura diventa il luogo degli spazi della memoria. Come un musicista, questo pittore torinese propone sottili variazioni intorno allo spazio, al colore e alla linea. Deve costantemente dimenticare tutto per avvicinarsi il più possibile all’origine. È una grande gioia lavorare con Giorgio Griffa e Ilaria Bonacossa per realizzare questa mostra a Palazzo Ducale, in questa città che, alla fine degli anni 70, ha ospitato due esposizioni volte a offrire al pubblico una storia della pittura dotata di una luce interiore
Le mostre Giorgio Griffa. Dipingere l’invisibile, Jacopo Benassi libero!, la Cappella del Doge e i saloni di Rappresentanza saranno visitabili a 14 euro (il ridotto è a 12 euro). Biglietti acquistabili solo in biglietteria.
Percorso guidato e danze in cerchio nello spazio ritmico di Giorgio Griffa
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