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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Luigi Mascilli Migliori è professore di Storia moderna e di Storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo nell’Università di Napoli “L’Orientale”, accademico dei Lincei, commandeur dell’Ordre des Palmes Académiques e chevalier dell’Ordre des Arts et des Lettres in Francia,  è tra i maggiori studiosi dell’età napoleonica e della Restaurazione in Europa. Ad esse ha dedicato due importanti biografie: Napoleone, premio della Fondation Napoléon nel 2002, (traduz. francese2006) di cui è uscita nel 2015 una nuova edizione ampliata, e Metternich, pubblicato nel 2014 (traduz. francese 2017) che ha ottenuto nel 2015 il Premio “Filippo Burzio” dell’Accademia delle Scienze di Torino. Autore di una Storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo, ha dedicato ai suoi studi mediterranei il volume Le verità dei vinti. Quattro storie mediterranee, Roma, 2017. Recentissimo è il suo Storia del Mondo, Roma-Bari 2019, realizzato in collaborazione con Amedeo Feniello e Francesca Canale Cama.

Metternich e Napoleone. Due vite (non) parallele

Praticamente contemporanei –nascono a quattro anni di distanza- Napoleone e Metternich condividono il cammino di una generazione che attraversa la Rivoluzione, ne conosce speranze e tragedie, ne vive la fine se non addirittura il fallimento. Lo fanno, ovviamente, in ruoli, forme e luoghi diversi, spesso opposti, che corrispondono all’andamento delle loro vite destinate a incrociarsi in alcuni dei momenti più intensi della storia europea tra Sette e Ottocento. Duellanti implacabili, danzatori a ritmi quasi sempre dissonanti intorno a quella figura incantatrice che è, appunto, la Rivoluzione, essi non cesseranno mai di rincorrersi anche dopo essersi combattuti, cercandosi quasi che l’uno senza l’altro non trovasse la sua giusta comprensione di sé stesso. Lo farà Napoleone nell’esilio di Sant’Elena, tornando a riflettere con nostalgia su un matrimonio, quello con Maria Luisa d’Asburgo, che Metternich aveva abilmente preparato, lo farà soprattutto Metternich quando, negli anni del suo tramonto, rimpiangerà di non avere davanti a sé, come proprio degno avversario, la figura gigantesca dell’eroe che egli aveva saputo abbattere.

domenica 3 aprile, ore 12
Sala del Maggior Consiglio


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