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Fondazione Palazzo Ducale Genova

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www.fondazionemarch.org

Presentazione della selezione

“Où va la vidéo? 00.00.02

Concorso internazionale per giovani videoartisti”

Venerdì 13 novembre, ore 17.30

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Venerdì 13 novembre alle ore 17.30 nella Sala del Minor Consiglio vengono presentati i 12 video italiani e stranieri selezionati dal concorso “OÙ VA LA VIDÉO? 00.00.02”, progetto realizzato dalla Fondazione March per l’arte contemporanea con l’obiettivo di indagare in che direzione si sta muovendo la ricerca artistica legata alla giovane video arte, in un’epoca in cui il video è diventato uno dei principali mezzi di esplorazione della realtà.

Où va la vidéo? è la domanda che è stata posta agli artisti che lavorano con il mezzo video, al fine di indagare le possibili direzioni rispetto all’utilizzo e allo sviluppo di un mezzo che, nelle differenti forme e contenuti delle sue espressioni, guida la nostra rappresentazione ed il modo stesso di osservare.

L’appuntamento di Genova costituisce la tappa conclusiva di un percorso che ha portato il progetto in differenti spazi europei, con i festivals “Kaunas In Art in Lituania” (luglio 2009) e “Tina B” di Praga (ottobre 2009).

Guest artist della serata sarà Carolina Saquel, la cui ricerca artistica è legata allèindagine della temporalità nella pratica pittorica in relazione al mezzo video.

I VIDEO IN MOSTRA:

The ManosBuckius Cooperative

101 ways to humanize technology (101 modi di umanizzare la tecnologia)

col., 3’ 11”, USA 2007

The MBC @ the office (Le MBC in ufficio)

col., 3’ 07” USA 2008

Le ManosBuckius Cooperative lavorano come gruppo interagendo fisicamente con i dispositivi tecnologici; questi vengono utilizzati in maniera performativa rendendo non convenzionali ed improduttive le loro azioni. Viene proposta una reinterpretazione giocosa ed assurda della tecnologia che quotidianamente utilizziamo, mettendo in questione sia il ruolo della funzione che quello della produzione.

Pietro

Ottana

col., 11’ 46’’, Italia 2008

Ci troviamo immersi in un paesaggio incontaminato in cui vediamo sfilare degli uomini a cavallo che si dirigono verso l’orizzonte. Lo scorrere del video così come il fluire del tempo storico ci conducono verso l’attualità di Ottana, città sarda situata in pieno deserto della Barbagia.

Alessandro Laita

Senza titolo (carta e penna)

col., loop, Italia 2007

Il lavoro, inizialmente pensato come video-installazione, tenta di eliminare il flusso narrativo dell’azione attraverso una tecnica basilare del montaggio; la mano compie un semplice gesto che dovrebbe concludersi ma il tempo si dilata all’infinito.

Dani Marti

David

col., 8’ 29”, Scozia 2007

Il ritratto cerca di entrare in sintonia con i diversi stati emotivi di David, ragazzo senzatetto che in una fredda sera d’inverno sosta in una delle più grandi aree commerciali di Glasgow.

Daniel Rodrigo

Fashion Death (Morte alla moda)

col., 4’ 53”, Spagna 2007

Un parallelo tra la Morte e il consumismo che si esprime attraverso la tecnica del videoclip e ne utilizza le stesse strategie di comunicazione; ma il linguaggio crudo e veloce ci riporta ad una critica verso una società che sta fagocitando se stessa.

Ran Huang

Turn Over

col., 7’ 48”, UK 2007

Attraverso lo scenario assurdo di una finta partita di basket, il video provoca dei momenti di potenziale sospetto quando si guarda la realtà con una certa distanza.
L’irrazionalità con cui viene portato avanti il gioco e l’autoreferenzialità della storia eliminano quei riferimenti obbligati alla realtà creandone altri che ne diventano allegoria.

Tina Willgren

Wood Report (Reportage del bosco)

col., 1’ 57”, Svezia 2006

Prendendo ispirazione dalle news televisive e dalle sue tecniche di rappresentazione vengono drammatizzati eventi più o meno significativi; i movimenti di camera, la grafica e i jingle vengono utilizzati per mettere in evidenza un contenuto che spesso non ha nessun tipo di valore reale.

Stephana Schmidt

Paris – taken from the surface (Parigi – ripresa dalla superficie)

b/n, 12’ 30”, Francia/Germania 2008

Il percorso in slow motion e il rumore di un trapano fanno da sottofondo ad una visione meditativa di Parigi. Le solide architetture appaiono come evanescenti; il tempo e la materia si fondono.

Anna Gonzales Suero

Heidi

col., 4’ 40”, Germania 2008

Pascale Kiliman-Braun veste i panni di alcuni personaggi facenti parte di un certo tipo di rappresentazione filmica, per indagare il modo in cui l’industria cinematografica ha ritratto in maniera stereotipata la disabilità fisica.
Mihai Grecu

Coagulate (Coagulare)

col., 6’, Francia 2008

Una strana e inusuale storia che utilizza l’elemento dell’acqua come protagonista principale, per arrivare al concetto paradossale di scultura liquida. In quest’universo in mutazione la materia prende diverse forme fino a distorcere la nostra percezione.

Gerard Freixes Ribera

Alone (Solo)

b/n, 3’ 06”, Spagna 2008

I protagonisti del cinema mainstream mostrano solitamente attitudini individualiste. Questa forma di rappresentazione portata all’eccesso crea il luogo surreale a cui si giunge con un determinato tipo di propensione.

Liana Zanfrisco

Maison Blavier (Casa Blavier)

col., 123’, Germania 2003

Una ripresa metodica e ossessiva della casa dello scrittore patafisico belga Andrè Blavier e di sua moglie, la collagista Odette Blavier. Dopo la morte di Andrè, Odette richiede all’artista di filmare la loro casa per conservarne, attraverso le immagini, la memoria di un carattere e di una struttura.