Salta al contenuto

Miti senza tempo

18 Gen 2017 — 17 Mar 2017, ore 00:00

E’ un verbo che torna spesso, quando si parla della Grecia: “attualizzare”. Ma quello che i greci ci hanno lasciato del loro pensiero non ha alcun bisogno di essere attualizzato, per la semplice e fondamentale ragione che è attuale.
E’ questo, in particolare, il segreto dei loro miti: quale che sia l’argomento che trattano, essi non fanno mai riferimento a un momento storico individuabile, e come tale transitorio e irripetibile. I miti affrontano temi e problemi fuori dal tempo che, in quanto tali, in situazioni profondamente diverse le une dalle altre, si ripropongono perennemente al tempo stesso quali attuali ed eterni.
A cura di Eva Cantarella e Nicla Vassallo

Claudia Mancina

Claudia Mancina

Il mito dell’androgino compare nel Simposio di Platone, celebre opera dedicata alla definizione dell’amore, e precisamente nel discorso di Aristofane. In questo discorso – al di là del fascino del racconto mitico – vediamo che il livello dell’analisi si innalza dall’encomio di Eros o dalla interpretazione del desiderio erotico, caratteristici dei discorsi che lo precedono, fino a diventare un discorso sulla natura umana. Gli esseri umani descritti da Aristofane sono esseri dimidiati, che soffrono la mancanza della loro metà: “Al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà il nome di Eros”. L’amore è quindi espressione del fatto che la natura umana ha costitutivamente bisogno della relazione con l’altro: un’idea che anticipa l’amore romantico. Va notato che il discorso di Aristofane mette tutte le inclinazioni erotiche sullo stesso piano, offrendo quindi una compiuta giustificazione dell’amore omosessuale, che è il fine condiviso da tutti i partecipanti al Simposio. Claudia Mancina insegna Etica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata di filosofia della famiglia, di religione e politica, di multiculturalismo, di etica femminista, di cultura politica della sinistra. Tra i suoi scritti più recenti: Tra pubblico e privato: la scoperta dell’intimità, in C. Mancina-M. Ricciardi; Famiglia italiana, Roma, Donzelli, 2012; Multiculturalismo, in C. Botti, Le etiche della diversità culturale, Firenze, Le Lettere, 2013; Berlinguer in questione, Roma-Bari, Laterza, 2014.Ha redatto la voce Miriam Mafai per il Dizionario biografico degli italiani della Enciclopedia Italiana (on line). rassegna Miti senza tempo

25 Gennaio 2017, ore 17.45

Eva Cantarella

Eva Cantarella

Celebre protagonista della mitologia classica, Fedra è una delle figure tragiche più amate dagli autori di tutti i tempi: l’hanno raccontata Euripide, Seneca, Racine e più recentemente Sarah Kane, in periodi storici diversi e con diverse chiavi di lettura. Con il mito di Fedra Eva Cantarella conclude la II edizione di Miti senza tempo, il ciclo che ha curato insieme a Nicla Vassallo. Laureatasi in Giurisprudenza all’Università di Milano, Eva Cantarella ha compiuto la propria formazione postuniversitaria negli Stati Uniti all’Università di Berkeley e in Germania all’Università di Heidelberg. Ha svolto attività didattica e di ricerca in Italia presso le università di Camerino, Parma e Pavia e all’estero all’Università del Texas ad Austin ed alla Global Law School della New York University. Eva Cantarella è stata Professore ordinario di Istituzioni di diritto romano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Milano, dove ha insegnato anche Diritto greco.Partendo dalla ricostruzione delle regole giuridiche, le sue ricerche tendono da un lato a individuare la connessione tra le vicende politiche ed economiche e la produzione normativa, e dall’altro a verificare la effettività delle norme stesse, analizzando lo scarto tra diritto e società, la direzione di questo scarto e le ragioni di esso. rassegna Miti senza tempo

17 Marzo 2017, ore – 17.45

Vittorio Lingiardi

Vittorio Lingiardi

«Gli dei sono diventati malattie», dice Carl Gustav Jung. Narciso non era un dio, ma una figura del mito classico. Che è diventata “malattia”. Un giovane cacciatore famoso per la sua bellezza, nella quale annegò. Dando vita a un fiore.Cantato da Ovidio e dipinto da Caravaggio, è però grazie a Freud se Narciso è diventato un “mito senza tempo”. Che continua ad abitare i nostri discorsi, attraversare i nostri amori, caratterizzare le nostre società. «Riuscire a dare un’esposizione completa dei problemi del narcisismo – scrive Heinz Kohut, lo psicoanalista che più di ogni altro si è dedicato allo studio clinico del narcisismo – appare un’impresa di vaste proporzioni, rispetto alla quale le conoscenze e le capacità di un singolo autore risulterebbero inadeguate». Per raccontare Narciso, dunque, Vittorio Lingiardi raduna molte fonti e ci guida tra le immagini del mito, le vicissitudini psicoanalitiche di un concetto, le configurazioni cliniche di una diagnosi: il disturbo narcisistico di personalità. Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, è professore ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza Università di Roma. Con Nancy McWilliams è coordinatore scientifico internazionale della nuova edizione del Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2, Guilford Press, 2016). Per Raffaello Cortina Editore dirige la collana «Psichiatria Psicoterapia Neuroscienze». Ha scritto numerosi articoli e volumi, tra cui: La personalità e i suoi disturbi (Cortina, 2014), Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay, bisessuali (Cortina, 2014), Citizen gay. Affetti e diritti (Saggiatore, 2012), La svolta relazionale (Cortina, 2011). È autore di due raccolte di poesia: La confusione è precisa in amore (nottetempo, 2012) e Alterazioni del ritmo (nottetempo, 2015). È membro del Comitato Scientifico del “Portale di documentazione LGBT” del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). È responsabile del comitato scientifico dell’associazione no profit “Le cose cambiano” contro il bullismo omofobico. Collabora all’inserto culturale Domenica…

01 Febbraio 2017, ore 17.45

Massimo Cacciari

Massimo Cacciari

Per Miti senza tempo Massimo Cacciari riflette sulla guerra di Troia, un evento che nel nostro immaginario oscilla tra storia e letteratura, in un incontro dedicato ad uno degli episodi più avvincenti del mondo classico. Massimo Cacciari si è laureato a Padova in Filosofia, con una tesi sulla “Critica del Giudizio” di Kant. Dopo la laurea è stato assistente di Dino Formaggio presso la Cattedra di Estetica di Padova. Dall’anno accademico 1970-1971 ha avuto un incarico di Letteratura artistica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia ed è iniziata in quegli anni la sua amicizia e collaborazione con Manfredo Tafuri. Nel 1980 è diventato associato di Estetica e nel 1985 ordinario della stessa materia. Nel 2002 fonda con Don Luigi M. Verzé la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e ne diviene primo Preside. Attualmente è collocato a riposo. Nell’ottobre 2012 riceve dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo il titolo di Professore emerito. E’ stretto collaboratore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e del Collége de Philosophie di Parigi. rassegna Miti senza tempo

08 Febbraio 2017, ore 17.45

Massimo Recalcati

Massimo Recalcati

Per il ciclo di incontri Miti senza tempo, Massimo Recalcati presenta una delle figure più simboliche della mitologia classica e della psicoanalisi: Edipo. Massimo Recalcati vive e lavora come psicoanalista a Milano. Dopo la laurea in Filosofia nel 1985 si è specializzato presso la scuola di Psicologia di Milano diretta da Marcello Cesabianchi. Ha fatto parte del Campo freudiano per anni occupando incarichi istituzionali nazionali e internazionali. Attualmente è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e di Espace Analytique. Ha insegnato nelle Università di Padova, Urbino, di Bergamo e di Losanna. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia.Attualmente tiene il corso “La lezione clinica di Jacques Lacan” per il Laboratorio di psicoanalisi e scienze umane del Dipartimento di scienze umane dell’Università degli Studi di Verona.È direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA – Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata.Il suo lavoro teorico sull’insegnamento di Jacques Lacan, le sue ricerche cliniche sulla Psicopatologia contemporanea, in particolare sull’anoressia, la bulimia e i disturbi alimentari e la sua riflessione sulla figura del padre nell’epoca ipermoderna, sono diventati punti di riferimento e di formazione stabili e riconosciuti.Ha collaborato e collabora con diverse riviste specializzate nazionali (aut-aut, Lettera, Pedagogika) e internazionali (Revue de la Cause freudienne, Psychanalyse, Clinique lacanienne), per le pagine culturali del quotidiano Il Manifesto (2001-2011) e, dal 2011, per quelle di Repubblica.Nel 2015 ha ricevuto il Premio internazionale per la Cultura Mediterranea della Fondazione Carical, per la sezione Scienze dell’uomo, “[…] per il valore innovativo del suo pensiero”.Nel 2016 ha ricevuto il Premio “Il Sogno di Piero” dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, “[…] visto lo straordinario contributo offerto dalla sua ricerca nell’ambito della psicoanalisi, soprattutto, nell’approfondimento ed analisi del pensiero di Jacques Lacan e per aver in più occasioni affrontato la necessità del fare, alla…

01 Marzo 2017, ore 17.45


Palazzo Ducale - Logo
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo da poterti offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili.