25 Mar 2026, ore 21:00
Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
Pochi artisti come Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610) hanno avuto un rapporto così stringente con il dato naturale. Le fonti coeve all’artista sottolineano costantemente la sua tecnica innovativa che consisteva nel dipingere direttamente dal modello, senza mediazioni intellettuali. Un’operazione che alcuni contemporanei particolarmente legati alla tradizione pittorica cinquecentesca hanno percepito addirittura come eversiva soprattutto nei confronti delle nuove generazioni di artisti.
Caravaggio ha così rivoluzionato la rappresentazione di numerosi soggetti sacri e profani, inventandone di nuovi. Sotto questo profilo, una delle trouvaille più significative del suo precorso è la rappresentazione dei Naturalia: canestre di frutta, caraffe di fiori che diventano protagoniste assolute dei dipinti, con una complessa stratificazione semantica.
Dopo Caravaggio la rappresentazione di fiori e frutti non sarà più la stessa. La storia di uno dei suoi dipinti più famosi, la Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, che sarà ripercorsa in questa nostra conversazione conferma che per l’artista la rappresentazione della figura umana e del mondo vegetale sono messi sullo stesso piano con una modernità assoluta.

a cura di
La rassegna è a cura di Marco Carminati
nell’ambito delle anticipazioni della XV edizione de “La Storia in Piazza”, Naturalmente. Naturale e innaturale nella storia
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