La Storia, come ricorda Jean-Henri Fabre celebra i campi di battaglia dove troviamo la morte, mentre abitualmente non parla dei campi coltivati che ci danno la vita.
Il tema della quinta edizione è “I tempi del cibo”, ossia la storia dell’alimentazione. Al centro dell’attenzione saranno la produzione, la preparazione, il consumo del cibo. Produzione significa un percorso dalla raccolta dei frutti spontanei della terra e dalla caccia degli animali selvatici alla invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento, fino alle moderne forme della manipolazione genetica relativa a vegetali e animali. Preparazione significa modalità di trattamento degli alimenti, a cominciare dalla scoperta del fuoco per la cottura, invenzione e ibridazione delle tecniche culinarie, loro legame con le identità dei popoli. Il consumo sarà visto nei suoi aspetti materiali (abbondanza e fame), culturali e di costume (socialità, convivialità, buone maniere), simbolici e religiosi. Le grandi religioni monoteiste hanno introdotto regole e proibizioni riguardo agli alimenti e una di esse, quella cattolica, ha posto una cena al fondamento della sua ritualità. Ma si parlerà anche di circolazione degli alimenti sul pianeta terra e diffusione del loro uso, dalle antiche vie delle spezie alle tappe della globalizzazione alimentare cominciata con la conquista europea delle Americhe.
Il cibo è però fattore centrale nella storia e nell’economia mondiale – viaggi di esplorazione, guerre di conquista, carestie, consumismo, controllo delle risorse, globalizzazione dei consumi, inquinamento – ed è fonte di identità, di cultura, di riti, di ricordi.