12 Set 2026 — 20 Set 2026, ore 18:00
Il Gezmataz Festival prosegue la stagione a Palazzo Ducale di Genova, nella splendida cornice della Sala del Minor Consiglio, con quattro date a settembre 2026.
Il Festival continua sull’onda tematica che ha contraddistinto tutte le ultime edizioni, portando un messaggio molto forte di collaborazione, inclusione e commistione di più culture, il tutto espresso da un linguaggio jazz moderno e internazionale.
I concerti a Palazzo Ducale saranno caratterizzati da un forte dialogo fra musica e natura, oltre che dall’intreccio di culture e tradizioni sonore, arricchiti da una multidisciplinarità che renderà i concerti ancora più immersivi per il pubblico.
Con Minotauri, titolo del programma da concerto in solo, la violinista Anaïs Drago prosegue la ricerca in solitaria intrapresa con l’album Solitudo, edito da CAM Jazz nel 2021: un disco in solo che sorprende per la pluralità di voci, un elogio alla solitudine che si nutre di bellezza.
In Minotauri convive l’alternanza dei violini (acustico ed elettrico, entrambi soggetti a manipolazione elettronica), la ricerca di un’espressività timbrica del tutto personale, con un attento utilizzo del materiale musicale, talvolta essenziale e minimalista, talvolta ricco e variopinto nella sostanza e nello sviluppo, interamente frutto della penna e dell’improvvisazione dell’artista.
Anaïs Drago disegna paesaggi sonori immersivi, portandoci tra gli abissi, fino a mondi eterei e immaginifici. Con una tavolozza di colori arricchita ulteriormente dall’uso della voce e del fischio, i Minotauri di Anaïs Drago rappresentano le nostre solitudini e ci guidano verso una via di uscita dal labirinto.
Il progetto Edera nasce dalle suggestioni di nostalgia e consapevolezza del passato, originate dalla decadenza dei forti di Genova, la fonte dell’estetica del progetto Edera.
Il dialogo tra l’individuo (con la sua brevità e fretta di vivere), il forte (lento a morire come un albero secolare) e la natura ciclica del tramonto, riflesso di un tempo consumato ma non ancora concluso, si traducono in musica in un linguaggio armonico che attinge dal Jazz contemporaneo e dal linguaggio impressionista dei primi del ‘900, creando sonorità
nostalgiche, ambigue e struggenti; dal punto di vista ritmico il progetto gioca sulle poliritmie per dare volti diversi al metro e alla pulsazione. Gli strumenti diventano interlocutori e dialogano attraverso l’improvvisazione, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità.
“Terre Mobili” è un’esperienza sonora e visiva da cui lasciarsi trasportare, è un viaggio di sonorità, corpi e immaginari tra l’Africa e il Brasile. Durante lo spettacolo, le parole, i ritmi delle percussioni, i canti e le danze comunicano, si contaminano e scivolano gli uni negli altri, aprendo immaginari cangianti. Le culture ancestrali dell’Africa, a causa della
diaspora, si sono ibridate con quelle dei nativi, degli spagnoli e dei portoghesi presenti in sud America: da questo “incontro” nasce un mondo nuovo e peculiare che porta con sé una grande ricchezza, ritmica ed espressiva, che ci racconta nel contempo la sofferenza del distacco e il passato che si trasforma, nella memoria degli afrodiscendenti. In Terre
mobili è l’idea stessa di nomadismo ad affascinare gli artisti che portano attraverso la voce, la musica e la danza, la poesia del transitare, l’esperienza dell’emigrazione, lo stupore del nuovo e la voglia di lasciare traccia di sé durante il proprio passaggio.
L’incontro tra i quattro artisti avviene nel gruppo corso Zamballarana, con il quale hanno una collaborazione da molti anni. Il desiderio di approfondire il legame strettissimo che unisce Genova e la Corsica, porta alla formazione del quartetto, tra sonorità che rievocano gli stretti vicoli genovesi, il mare che risuona su entrambe le rive, il dialetto e la parlata tanto simili.
Il filo conduttore che ispira le composizioni originali del quartetto è sempre il Mar Mediterraneo, nelle sue mille sfaccettature. Tra dialoghi serrati e improvvisazione, la musica che nasce è frutto di radici profondamente legate alla terra d’origine dei musicisti, che trova una realizzazione nell’intreccio delle esperienze personali.
a cura di
Associazione culturale Gezmataz
La rassegna è finanziata dalla Fondazione S. Paolo.
informazioni
Biglietti
intero 10€
ridotto U35 7€
acquistabili il giorno del concerto direttamente al botteghino all’ingresso della Sala del Minor Consiglio.
carta dei servizi