04 Mag 2026, ore 18:30
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio
Nel suo romanzo d’esordio, Franco Currò legge l’eredità del Sessantotto attraverso gli occhi di un giovane che ripercorre il crepuscolo del padre. Emerge così il ritratto di una generazione che si era illusa di poter sfidare il conformismo del potere, per poi dividersi, tra chi si è adeguato e chi ha preferito rifugiarsi nella nostalgia.
Tra dimensione privata e riflessione civile, attraverso l’intreccio di storie e personaggi molto diversi l’autore esplora in particolare il lascito di questa rivoluzione incompiuta: un’eredità complessa che ha ridefinito il rapporto tra padri e figli, spesso privando questi ultimi di punti di riferimento. Fra ironia e disincanto, il romanzo così rivela la sua anima profonda: un’indagine su temi senza tempo, dalla tensione tra ideali e realtà, tra coerenza e ipocrisia, fino al conflitto, palese o no, tra generazioni.

“Conveniva a tutti” sta scritto nel biglietto di addio che viene ritrovato accanto al cadavere di Alberto Novelli, nel salotto del suo appartamento in Porta Venezia. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia non ha dubbi: il critico cinematografico – un tempo celebre ma ormai dimenticato dai vecchi compagni di militanza del Sessantotto – si è ucciso.
Incuriosito e insieme attratto dal messaggio, il vicecommissario Peppuccio Loporto si appassiona alla storia di Novelli, nella quale rivede le promesse mancate della propria giovinezza. E accanto a lui Pietro, il figlio di Alberto, da sempre un estraneo per quel padre che non aveva mai accettato di fare il padre. Ora Pietro è costretto ad affrontare ciò che ha sempre evitato: l’enigma di chi fosse davvero Alberto Novelli e della sua eredità politica e intellettuale, in grado di far tornare a galla ideali traditi e segreti che nessuno ha interesse a riesumare. Sullo sfondo di una Milano che cambia volto a ogni pagina, l’indagine diventa per Pietro un sofferto viaggio alla scoperta di sé, della sua rinuncia ad amare e di una generazione che ha creduto di cambiare il mondo ma che ancora oggi fatica a fare i conti con
la storia. Il coltello della memoria è un romanzo sorprendente per la sua capacità di illuminare una stagione controversa e vitale del nostro passato. Che continua a pesare sul nostro presente, forse più di quanto non immaginiamo.
L’immagine in copertina è di René Magritte, The Empire of Lights, 1954 © RENÉ MAGRITTE, by SIAE 2026 / Bridgeman Images
quando
lunedì 4 maggio 2026, ore 18.30
dove
Sala del Minor Consiglio
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