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Fondazione Palazzo Ducale Genova

venerdì 1 aprile, ore 22 – Sala del Minor Consiglio

Registi e produttori presenteranno i loro film interagendo col pubblico. Tra le proposte un doveroso focus sull’Ucraina con ospiti internazionali che hanno vissuto a stretto contatto con realtà in contrasto tra loro e che ci proporranno una visione dei fatti con testimonianze dirette e riprese filmiche. In rassegna anche arte audiovisiva utilizzata come mezzo a supporto di lavori interdisciplinari tra scienza e tecnologia.

Postcards from Ukraine

La proiezione del film è presentata con il regista Sieva Diamantakos.
Un confronto pubblico sul contesto socio-culturale del Paese scenario dell’attuale guerra in corso. Il documentario è girato a Kiev, Donetsk, Lugansk, Kharkiv, Mariupol e Crimea. Il regista, che da anni lavora tra Berlino e l’Ucraina, è un osservatore “privilegiato” degli accadimenti che hanno portato al conflitto in atto (ha appena concluso il suo secondo documentario interamente girato nel Paese). Il confronto col pubblico aiuterà a comprendere, grazie alle tante testimonianze dirette, molti aspetti delle tragiche vicende in corso nell’ex repubblica sovietica

Postcards from Ukraine
regia di Sieva Diamantakos (Germania/Italia/Lussemburgo/Ucraina)

Dopo una tournée in Ucraina con la sua band, Sieva si trasferisce a Kiev dove resta coinvolto nella Rivoluzione di Maidan. Affascinato dai giovani che si trovano a cavallo tra i valori tradizionali russi e la nuova cultura occidentale, decide di seguire cinque ucraini provenienti da diverse città e ambienti sociali. I personaggi lo portano in luoghi inaspettati: dai campi separatisti a Lugansk e le proteste di Piazza Maidan a Kiev, alle tenute di oligarchi a Kharkiv e la periferia filorussa di Donetsk. Il viaggio prosegue sotto la costante influenza della propaganda, dall’inizio della guerra nella parte orientale del paese fino all’anniversario della rivoluzione con il discorso del Presidente Poroshenko. Documentando frammenti di vite ed eventi storici, Postcards from Ukraine mette in luce le nuove generazioni del paese – i loro valori, i loro sogni, e le tensioni di classe in una crisi scritta dalle elite. Il film è coscritto e prodotto da Alberto Antonio Dandolo e montato da Natalia Fentisova. Proiezione cortesemente concessa da Mimesi’S APS.

Una storia valdese

Film in uscita su Netflix, presentazione in anteprima del progetto con il regista

Una storia valdese
regia di Salvo Cuccia (Italia)

Gustavo Alabiso, un fotografo che vive a Karlsruhe in Germania, decide dopo molti anni di rintracciare i compagni di scuola di Monte degli Ulivi, recuperandone memorie e testimonianze attraverso un lavoro di immagini e narrazione del Servizio Cristiano Valdese di Riesi in Sicilia. Il viaggio di Gustavo tra Riesi, Genova, Torre Pellice e Prali in Piemonte e poi ancora in Belgio, mette in relazione l’operato dei valdesi e il rapporto tormentato ma produttivo con Riesi nel periodo storico dell’attività mineraria nella zolfara di Trabia Tallarita, in un territorio caratterizzato dal fenomeno mafioso e dall’emigrazione. Affronta questo viaggio avendo vissuto al limite tra mondi profondamente diversi, quello della comunità valdese e la profonda provincia siciliana di quegli anni. Il documentario racconta i suoi incontri con i compagni che vivono in Italia e all’estero, ma anche il contesto storico e ci consegna una pagina significativa sull’opera di Tullio Vinay, pastore valdese, teologo e senatore della Repubblica che, dopo avere fondato la comunità di Agape e Prali in Piemonte, decise negli anni ’60 di fondare il Servizio Cristiano di Riesi progettato dall’architetto Leonardo Ricci.

Il soldato innamorato

La proiezione del film è presentata dal regista

Il soldato innamorato
regia di Salvo Cuccia (Italia)

Il documentario è basato sulle memorie di guerra che Salvatore Cuccia, nonno del regista, scrisse dal 1968 al 1973, raccogliendole nel suo “Diario della prima guerra mondiale”. Molti momenti emblematici tra i tanti ricordi: vicende drammatiche in cui scampa alla morte, l’incontro col futuro papa Giovanni XXIII, Gabriele D’annunzio e la città di Fiume, la sua educazione sentimentale in Croazia, il ritorno in Sicilia nel 1920 per sposare l’amata Maria. Attraverso repertori cinematografici di famiglia, girati in super 8 e 16mm dalla fine degli anni 40 all’inizio degli anni ’90 e con l’ausilio di filmati della prima guerra mondiale (provenienti dalla Cineteca Italiana di Milano, dalla Cineteca del Friuli e dal Filmarchiv in Austria) Salvo Cuccia ricostruisce il racconto di guerra del nonno, ripercorrendo gli stessi luoghi. E’ una rivisitazione di monte Croce di Carnia, del Carso, di monte Fior e dell’Altopiano di Asiago, per ritornare alla fine al paesino natio di Villafrati, in Sicilia, e ai suoi compaesani commilitoni.

Costa

Incontro con il regista Carlo Bachschmidt e presentazione del progetto

Costa
regia di Carlo Bachschmidt (Francia – film in produzione)

Un giovane erede di una famiglia d’imprenditori genovesi, i Costa, protagonisti di parte della storia economica ligure e italiana, ricostruisce l’albero genealogico della famiglia. È un viaggio nella memoria, ma anche un’incursione nel presente per interrogarsi se ciò che siamo sia frutto delle nostre scelte o l’esito di ciò che altri hanno deciso per noi. Incontriamo Carlo Bachschmidt, autore che ha dedicato la sua filmografia al racconto di momenti importanti e di personaggi della storia sociale italiana, dalle opere sul G8 e sul movimento No TAV al documentario incentrato sulla famiglia Costa.

La scuola del Mediterraneo. Ritorno a Villa Palme

Presentazione del film con il regista Adel Oberto e l’ideatrice e coordinatrice Carla Debarbieri

La scuola del Mediterraneo. Ritorno a Villa Palme
regia di Adel Oberto (Italia)

Il docufilm rievoca liberamente la storia della Scuola del Mediterraneo di Villa Palme a Recco, che ospitò decine di ragazzi ebrei tedeschi in fuga dal nazismo. Era una scuola innovativa senza voti né diplomi, dove lo studio si accompagnava ad attività pratiche come fotografia, teatro, cura dell’orto, insegnamento del nuoto. Alla chiusura della Scuola nell’imminenza delle leggi razziali, il direttore Hans Weil riuscì a far emigrare in Svizzera i suoi studenti, organizzando una falsa gita sugli sci. Nel film le interviste alle nipoti di Weil si alternano a documenti di repertorio e alle scene interpretate da bambini e ragazzi di oggi che rivivono la storia dei loro coetanei di ieri.

U.R.S.S.: Contrabbandieri di jeans condannati a morte

U.R.S.S.: Contrabbandieri di jeans condannati a morte
regia di Cristiano Palozzi (Italia)

In Unione Sovietica i jeans apparvero pubblicamente nel 1957 al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, a cui parteciparono decine di migliaia di persone. Fu subito amore a prima vista, nel giro di pochi mesi iniziarono le prime vendite di contrabbando da parte di uomini già specializzati in commercio illegale al mercato nero. Nel ‘61 tre ragazzi, Rokotov, Faibishenko e Yakovlev, furono arrestati. Tra le accuse: compravendita di valuta estera e contrabbando di jeans. Ci fu un processo farsa che durò mesi, prima furono condannati a 8 anni di carcere, poi con l’intervento diretto di Chruščëv, allora Segretario Generale del Partito Comunista, si passò a 15 anni e poi alla pena capitale, avvenuta per fucilazione. In loro omaggio a New York è nato un marchio di jeans e abbigliamento che porta il loro nome.


A cura di Cristiano Palozzi, regista e direttore del Genova Film Festival

Ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili
L’ordine dei titoli non rispetta il programma di presentazione e proiezione dei film

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