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Quando

da martedì a domenica, ore 10-19
la biglietteria chiude un'ora prima

Dove

Appartamento del Doge

Fondazione Palazzo Ducale Genova

Opere 1912-1975
dall’ 11 marzo al 9 luglio 2023, Appartamento del Doge

La mostra rende omaggio all’opera del grande maestro dadaista Emmanuel Radnitzky, nato a Filadelfia nel 1890 e morto a Parigi nel 1976, passato alla storia come uno dei più grandi fotografi del secolo scorso ma a tutti gli effetti anche esemplare pittore, scultore, regista d’avanguardia e grafico.

La sperimentazione espressiva e la ricerca di un geniale dilettantismo, sempre indirizzati ad indagare le idee di oggetto e del corpo, sono delle cifre ricorrenti nella poetica di Man Ray durante tutto l’arco della sua carriera artistica. Sono argomenti cardine anche per lo sviluppo del percorso espositivo in sezioni che da un lato ripercorrono cronologicamente la biografia dell’artista, dai suoi esordi datati Anni Venti negli Stati Uniti fino all’affermazione parigina durante il ventennio precedente la Seconda Guerra Mondiale per giungere infine agli ultimi anni della sua carriera e della sua vita, trascorsi tra gli Stati Uniti e Parigi.

Dall’altra parte, la scansione temporale della mostra evidenzia l’originalità, le innovazioni e i contributi dell’artista nell’evoluzione e nell’ideazione del linguaggio fotografico, a partire dalle solarizzazioni e dai rayographs, ma anche le sperimentazioni scultoree di matrice surrealista come i ready made e i cosiddetti “oggetti di affezione”, passando per il cinema d’avanguardia. Una particolare attenzione viene poi riservata all’opera grafica, da sempre considerata da Man Ray uno dei veicoli prediletti di diffusione del suo lavoro, e alla documentazione del contesto – in particolare di quello surrealista – all’interno del quale la figura di Man Ray ha svolto un ruolo centrale.

Una mostra monografica, dunque, che evidenzia la capacità di Man Ray di raccontare il mondo attraverso un’ampia gamma di linguaggi espressivi e una concezione della creatività che ruota attorno alla forte permeabilità tra le discipline, in cui la stravaganza delle immagini non occulta mai la realtà dalla quale esse prendono spunto.


La mostra è prodotta da Suazes e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
A cura di Walter Guadagnini e Giangavino Piazzola