29 Mar 2026, ore 16:00
Secondo le antiche fonti, nel 726 l’imperatore di Costantinopoli fece abbattere un’enorme immagine di Cristo. Ebbe così inizio il cosiddetto iconoclasmo: distruzione, o meglio decostruzione, delle icone. In realtà in quella lunga e sofisticata controversia il bersaglio non era l’icona in sé, ma la sua veridicità. Secondo gli iconoclasti, i fedeli veneravano ʻfalseʼ immagini. Perciò l’iconoclastia non era una condanna dell’arte, bensì della raffigurazione naturalistica: quella che restava aggrappata alla natura, cioè all’apparenza, anziché connettersi al mondo intelligibile, quello delle idee. Due studiose a confronto incrociano le testimonianze storiche con quelle filosofiche e visive dell’iconomachia, dove lo scontro raggiunge il suo picco più ardito.

Pia Carolla è professoressa associata di Civiltà bizantina presso il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova dal 2021.
Indaga testi manoscritti greci, studia la storiografia tra V e X secolo d.C. e il rapporto tra diplomazia e letteratura in epoca bizantina, senza trascurare la ricezione dell’antico. Le sue principali pubblicazioni sono uscite presso de Gruyter (2026 Pompey’s New Order; 2008 e 2019 nella Bibliotheca Teubneriana), nelle riviste italiane Maia (2021), Codex (2021), Nea Rhomi (2019) e nei periodici esteri Eunomia (2024) ed Estudios bizantinos (2022). Dirige la collana “Testi dell’Oriente greco tardoantico e bizantino” per Genova University Press (GUP).
Organizza ogni anno una serie di seminari “Bisanzio e noi”, eventi aperti al pubblico degli interessati e fruibili anche in diretta online. Collabora con vari Atenei europei, tra cui le Università di Tubinga, Colonia e la Complutense di Madrid; partecipa al centro interateneo per la Memoria delle Arti Performative (MAP). Ha ricevuto due volte il premio “Label scientifico” dell’Università Italo Francese – Université Franco-Italienne per convegni bilingui: il primo di cristianistica antica, tenutosi a Genova nel 2023, il secondo sulla fortuna degli iconoclasmi, a Genova nel 2025.

Silvia Ronchey è professore ordinario di Civiltà bizantina all’Università di RomaTre. Oltre ai numerosi saggi specialistici e alle traduzioni dal greco bizantino, come quella della Cronografia di Michele Psello (Fondazione Lorenzo Valla, 1984), ha scritto libri di ampia diffusione, tra i quali ricordiamo: «L’aristocrazia bizantina» (Sellerio, 1998, 1999), con Alexander Kazhdan; «Lo stato bizantino» (Einaudi, 2002, 2019); «L’enigma di Piero» (Rizzoli, 2006); «Il guscio della tartaruga» (Nottetempo, 2009); «Il romanzo di Costantinopoli» (Einaudi, 2010), con Tommaso Braccini; «Ipazia. La vera storia» (Rizzoli, 2010), di cui è uscita nel 2023 un’edizione paperback ampliata e aggiornata, sia in italiano (BUR, 2023) sia in inglese (De Gruyter, 2023); «Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del Buddha» (Einaudi, 2012); l’edizione critica del commento di Eustazio di Tessalonica al canone giambico sulla Pentecoste (De Gruyter 2014); «La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto» (Rizzoli, 2017). Collabora regolarmente a “La Repubblica” e al suo supplemento “Robinson”.
Scrive sulle pagine culturali dei giornali italiani dal 1989. Per più di vent’anni ha collaborato regolarmente a La Stampa e al suo supplemento Tuttolibri. È stata autrice e conduttrice di programmi televisivi per la Rai, tra cui L’altra edicola (RaiDue, 1994-1999) e Fino alla fine del mondo (RaiDue, 1999). Ha realizzato interviste a testimoni del secolo quali Claude Lévi-Strauss, James Hillman, Ernst Jünger, Jean-Pierre Vernant, Elémire Zolla.
L’incontro con James Hillman, in particolare, ha dato origine a una duratura collaborazione che si è espressa, oltre che nelle interviste televisive, nei due libri-dialogo “L’anima del mondo” e “Il piacere di pensare” (Rizzoli, 1999 e 2001, entrambi ristampati in BUR) protraendosi fino alla scomparsa di Hillman: il loro ultimo libro-dialogo (“L’ultima immagine”, Rizzoli 2021, BUR 2023) è uscito postumo nel decennale della morte. Tra i suoi programmi radiofonici, si segnalano il ciclo sulla caduta di Costantinopoli in Alle 8 della Sera (RadioRaiDue), la serie sul melodramma antico, medievale e bizantino in Di tanti palpiti (RadioRaiTre) e le serie Contaminazioni del sacro, Il buddhismo e l’occidente e Queste anime viventi: animali, anima, mondo (RadioRaiTre).
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 16
dove
Sala del Minor Consiglio
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