02 Ott 2026, ore 18:30
Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
In occasione dei 160 anni delle relazioni tra Italia e Giappone, con la formale sottoscrizione dell’accordo tra il Premio Paganini e la Sasakawa Music Foundation di Tokyo, proprietaria di una straordinaria collezione di strumenti ad arco, Genova ospita un eccezionale duplice evento, all’insegna della diplomazia culturale, che avvia, il 2 e 3 ottobre, la rassegna “Ottobre Paganini” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune.
Due gioielli del patrimonio architettonico e culturale della città, come Palazzo Ducale e Palazzo Tursi, ospitano l’inedito incontro tra autentici capolavori della liuteria italiana e talentuosi musicisti della scena internazionale. Violini e altri strumenti ad arco realizzati nel 1700 da Stradivari e Guarneri del Gesù saranno suonati dai musicisti del Goldmund Quartet, composto da Florian Schötz, Pinchas Adt, Christoph Vandory, Raphael Paratore, nonché da grandi solisti del calibro di Benjamin Beilman, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi, Nikki Chooi e Reiko Watanabe, accompagnati al pianoforte da Roberto Arosio.
Due momenti davvero unici, ponte ideale tra l’Italia e il Giappone, tra Genova e Tokyo, previsti nell’ambito del programma “Paganini Abroad” recentemente promosso dal Comitato del Premio Paganini, anche nel solco della Giornata Internazionale di Studi dedicata al Cannone e alla conservazione del violino storico organizzata a Genova nell’ottobre 2025.
Il progetto si inserisce nella rassegna “Ottobre Paganini” del Comune di Genova, di cui costituisce il solenne momento di apertura. Un incontro tra interpreti internazionali e strumenti storici, con musicisti direttamente legati alla storia del Concorso genovese, che proseguirà a Cremona e Siena grazie ai concerti promossi dal Museo del Violino e dall’Accademia Chigiana.
Accanto ai musicisti del celebre “Goldmund Quartet”, composto da Pinchas Adt, Florian Schötz, Christoph Vandory e Raphael Paratore, nonché ai grandi solisti Benjamin Beilman, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi, Reiko Watanabe e Nikki Chooi, con Roberto Arosio al pianoforte, il pubblico, genovese e non, potrà apprezzare veri e propri gioielli della liuteria italiana, come gli Stradivari “Dolphin” del 1714, lo “Jupiter” del 1722, il “Muntz” del 1736 e il Guarneri del Gesù “Ysaÿe” del 1740, appartenuto al grande violinista belga Eugène Ysaÿe.
Il 2 ottobre, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, si terrà un gala unico per repertorio, eccellenza dei solisti e rarità storica ed artistica degli strumenti suonati. L’appuntamento, ad ingresso gratuito su prenotazione, che vedrà la presenza dell’Ambasciatrice del Giappone in Italia, Hikariko Ono, del Presidente della Fondazione Italia-Giappone, Umberto Vattani, e del Chairman della Sasakawa Music Foundation, Tamio Kano, che saranno accolti dall’Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, e dal Presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco. Il programma musicale, elaborato dal Direttore del Premio Paganini, Nicola Bruzzo, per valorizzare tanto la varietà della compagine degli interpreti quanto la straordinaria qualità degli strumenti messi a loro disposizione dalla Sasakawa Music Foundation, accosta repertori e formazioni cameristiche di particolare interesse: dal rarissimo Quartetto per quattro violini di Grażyna Bacewicz al Rondo alla Zingarese di Brahms e dai Cinque pezzi di Shostakovich alla selezione dai 44 Duetti per due violini di Bartók, fino al Finale della Simple Symphony di Britten.
Il 3 ottobre, a Palazzo Tursi, alla presenza della Sindaca Silvia Salis, del Presidente del Premio Paganini Giovanni Panebianco e del Chairman della Sasakawa Music Foundation Tamio Kano, si terrà invece l’esibizione della violinista giapponese Reiko Watanabe, che avrà il privilegio di suonare, in un programma dedicato a Bach, Paganini e Miyagi, il celebre “Cannone”, realizzato da BartolomeoGiuseppe Guarneri del Gesù nel 1743. Nell’occasione, oltre all’intervento introduttivo dedicato allo storico violino appartenuto a Paganini e da questi donato alla Città di Genova, avrà luogo la formale sottoscrizione dell’accordo stipulato tra il Premio Paganini e la Sasakawa Music Foundation. Anche in questo caso, l’evento sarà aperto gratuitamente al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Antonín Dvořák, Quartetto per archi n. 13 in sol maggiore, Op. 106 – I. Allegro
Goldmund Quartet
Grażyna Bacewicz, Quartetto per quattro violini
Benjamin Beilman, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino, Timothy Chooi, 3° violino, Reiko Watanabe, 4° violino
Johannes Brahms, Quartetto per pianoforte n. 1 in sol minore, Op. 25 – IV. Rondo alla Zingarese. Presto
Timothy Chooi, violino, Christoph Vandory, viola, Raphael Paratore, violoncello, Roberto Arosio, piano
Dmitri Shostakovich, Cinque pezzi per due violini e pianoforte
Timothy Chooi, 1° violino, Nikki Chooi, 2° violino, Roberto Arosio, pianoforte
Charles Dancla, Le Carnaval de Venise, Fantasia per quattro violini, Op. 119
Reiko Watanabe, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino, Benjamin Beilman, 3° violino, Nikki Chooi, 4° violino
Béla Bartók, Selezione da “44 Duetti per due violini”, Sz. 98
N. 1 – Parosito: Rino Yoshimoto, 1° violino, Benjamin Beilman, 2° violino
N. 16 – Burleszk: Nikki Chooi, 1° violino, Pinchas Adt, 2° violino
N. 23 – Mennyasszonybúcsútató: Timothy Chooi, 1° violino, Rino Yoshimoto, 2° violino
N. 36 – Szól a Duda: Florian Schötz, 1° violino, Nikki Chooi, 2° violino
N. 42 – Arab Dal: Benjamin Beilman, 1° violino, Reiko Watanabe, 2° violino
N. 43 – Pizzicato: Pinchas Adt, 1° violino, Florian Schötz, 2° violino
N. 44 – Erdélyi Tánc: Reiko Watanabe, 1° violino, Timothy Chooi, 2° violino
Benjamin Britten, Simple Symphony, Op. 4 – IV. Frolicsome Finale
Florian Schötz, Reiko Watanabe, Benjamin Beilman, Nikki Chooi, 1° violini, Pinchas Adt, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi, 2° violini, Christoph Vandory, viola, Raphael Paratore, violoncello
Goldmund Quartet – Florian Schötz, Pinchas Adt Christoph Vandory, Raphael Paratore
Il Goldmund Quartet è riconosciuto come uno dei principali quartetti d’archi della giovane generazione a livello internazionale. Vincitori del Secondo Premio al Concorso Internazionale Wigmore Hall e del Primo Premio al Melbourne International Chamber Music Competition, sono stati nominati Rising Stars dalla European Concert Hall Organization per la stagione 2019/20. Tra gli impegni più recenti figurano tournée negli Stati Uniti e in Giappone, oltre ai debutti in prestigiosi festival, tra cui la Schubertiade di Hohenems. Il Quartetto ha inoltre pubblicato numerose registrazioni con Berlin Classics, inclusa l’ultima incisione dedicata alle opere di Felix Mendelssohn, uscita nella primavera del 2025.
Florian Schötz, primo Violino; Pinchas Adt, secondo Violino; Christoph Vandory, Viola; Raphael Paratore, Violoncello, suoneranno, rispettivamente, Stradivari realizzati nel 1727, 1680; 1731 e 1736.
I quattro strumenti (Quartetto di Stradivari) furono esposti nella mostra Fiddles of the Master Craftsmen al Brooklyn Museum nel 1945, in occasione del 300° anniversario della nascita di Antonio Stradivari e del 200° anniversario della morte di Bartolomeo Giuseppe Guarneri.
La signora Anna E. Clark, vedova del senatore statunitense William A. Clark, acquistò il quartetto da Emil Herrmann nel 1946 e, nel 1964, lo donò alla Corcoran Gallery of Arts di Washington D.C., a condizione che venisse prestato ai musicisti. Successivamente, la Corcoran Gallery mise gli strumenti in vendita e, nel febbraio 1994, furono acquisiti dalla Sasakawa Music Foundation. In ottemperanza alle volontà della signora Clark, la Fondazione li presta a quartetti d’archi come set completo.
Reiko Watanabe
La violinista Reiko Watanabe ha ottenuto i massimi riconoscimenti in numerosi concorsi internazionali di prestigio, tra cui il Premio Paganini, che l’hanno portata a esibirsi in tutto il mondo. Ha collaborato con orchestre quali Los Angeles Philharmonic, BBC Symphony Orchestra e NHK Symphony Orchestra, tra le altre. La sua produzione discografica presenta numerose registrazioni molto apprezzate dalla critica, quali le Sonate e Partite per violino solo di Bach. Dal 2025 è professore ospite presso la Tokyo University of the Arts. Ha partecipato in qualità di giurata al 57° Premio Paganini 2023.
Watanabe suonerà il Violino Stradivari 1666 “Alumnus Amati”.
Si ritiene che questo sia il primo violino realizzato interamente da Antonio Stradivari. Si conserva in ottime condizioni e presenta ancora l’etichetta originale, sulla quale si legge: “Antonius Stradivarius Cremonensis Alumnus Nicolaij Amati, Faciebat Anno 1666”. Si tratta dell’unica etichetta conosciuta che attesti che Stradivari fosse allievo di Niccolò Amati (1596–1684). Vincenzo Lancetti, un biografo cremonese che conosceva bene il conte Cozio di Salabue, esperto di violini, scrisse che Stradivari utilizzava un’etichetta risalente al 1666 circa recante la dicitura «Alumnus Nicolaij Amati» in un elenco dei vari liutai cremonesi pubblicato nel 1819. Alfred Hill scattò delle fotografie dell’etichetta nel negozio di Paul Serdet, un liutaio di Parigi, nell’aprile del 1900 per il loro libro «Life of Antonio Stradivari» (1902). Lo strumento scomparve fino al 1972, quando fu acquistato a un’asta a Parigi e portato in Inghilterra. Corina Belcea, prima violista del Quartetto Belcea, suonò lo strumento nei concerti e nelle registrazioni del quartetto per dieci anni prima che fosse esposto alla mostra sugli Stradivari dell’Ashmolean Museum nel 2013 con il nome di “Serdet”. Questo violino è tra le prime opere che mostrano più chiaramente lo stile Amati, caratterizzato dalla sua forma elegante.
Timothy Chooi
Il violinista Timothy Chooi è vincitore del Joseph Joachim International Violin Competition, del Secondo Premio al Queen Elisabeth International Violin Competition e dello Yves Paternot Prize del Verbier Festival in Svizzera. Ha collaborato con direttori quali Gianandrea Noseda e Michele Mariotti, ed è apparso con orchestre tra cui la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, la Royal Philharmonic Orchestra e la Toronto Symphony Orchestra. Per la stagione 2025–26 è stato inoltre nominato Artistic Partner del Wiener Concert-Verein. Ha partecipato come commissario delle preselezioni del 58° Premio Paganini a New York.
Chooi suonerà lo Stradivari 1714 “Dolphin”.
L’aspetto suggestivo e la ricca verniciatura sul retro del violino venivano paragonati ai colori brillanti e cangianti del grazioso delfino. Il nome gli fu dato da George Hart, un commerciante di violini londinese, proprietario dello strumento alla fine degli anni ’60 del XIX secolo. Da allora, il violino è conosciuto con il nome di “Dolphin”. Questo violino fu acquistato nel 1862 dal noto musicista dilettante C. G. Meier dal commerciante parigino Jean-Baptiste Vuillaume. Nel 1868, egli vendette il violino a George Hart. Nel 1875, fu venduto a un noto collezionista, il signor John Adam, il quale, tra le altre sue collezioni, nel 1881-1882 lo cedette a David Laurie, il più importante commerciante internazionale dell’epoca. Nel 1882, il violino fu venduto al signor Richard Bennett di Bolton, collezionista e musicista dilettante. Nel 1892, la W. E. Hill & Sons acquistò il violino dal signor Bennett e lo vendette poi al signor Lionel Walker Munro, lo riacquistò da lui e lo vendette infine a un’eccellente musicista dilettante, la signora A. N. Stothert, che lo conservò fino al 1915. Nel 1915, la W. E. Hill & Sons riacquistò il violino, che tornò al suo precedente proprietario, il signor Richard Bennett.
Quest’ultimo cedette la propria collezione, compreso il “Dolphin”, nel 1926, e nel 1935 lo strumento passò nelle mani del signor George Kemp, direttore della nota azienda produttrice di biscotti che porta lo stesso nome. Nel 1950 passò nelle mani del virtuoso del violino Jascha Heifetz (1901-1987).
Rino Yoshimoto
La violinista Rino Yoshimoto è vincitrice del Secondo Premio al Premio Paganini 2025 e al Concorso Internazionale Fritz Kreisler. Si è esibita al Wiener Konzerthaus con la Vienna Chamber Orchestra e al Musikverein di Vienna con la Vienna Radio Symphony Orchestra, oltre che in numerosi concerti con Brussels Philharmonic, Japan Philharmonic Orchestra, Tokyo Symphony Orchestra e altre importanti formazioni. Attualmente studia con Augustin Dumay presso la Queen Elisabeth Music Chapel.
Yoshimoto suonerà il Violino Stradivari 1736 “Muntz”.
Questo violino prese il nome da un famoso collezionista e violinista dilettante H. M. Muntz di Birmingham. Si trattava di uno dei violini conservati dal figlio minore di Stradivari, Paolo, e fu venduto al conte Cozio di Salabue nel 1775. Luigi Tarisio acquistò il violino nel 1827 e lo vendette a Gand, commerciante di Parigi, nel 1831. L’anno successivo un dilettante francese, il conte d’Amiens, lo acquistò e lo conservò per trent’anni. Nel 1862 fu venduto tramite Gand et Bernardel al noto collezionista Charles Wilmotte di Anversa. Muntz di Birmingham, in Inghilterra, acquistò il violino da Gand et Bernardel nel 1872. Passò alla ditta W. E. Hill & Sons nel 1886, e poi al conte di Wilton, prima che la ditta Hill lo vendesse nuovamente al signor Alfred Sassoon nel 1889.
Il violino passò al signor Higgins dopo la morte del signor Sassoon. R. A. Bauer acquisì il violino dagli eredi del defunto Higgins, dai quali il dottor Georg Talbot di Aquisgrana lo acquistò e lo espose a Cremona nel 1937. Passò poi al dottor Ephraim P. Engleman (1911-2015), violinista dilettante e collezionista americano, quindi a Steven Staryk, noto virtuoso e primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, e infine al violinista e collezionista Howard Gottlieb. La Sasakawa Music Foundation ha acquisito questo violino nel luglio 1997.
Benjamin Beilman
Figura di riferimento tra i violinisti della sua generazione, Benjamin Beilman ha debuttato nella scorsa stagione con i Berliner Philharmoniker diretti da Kirill Petrenko in tournée negli Stati Uniti. Si è esibito con importanti orchestre internazionali, tra cui Philadelphia Orchestra, London Philharmonic Orchestra e Frankfurt Radio Symphony. La sua passione per la musica contemporanea ha portato alla creazione di nuove opere scritte appositamente per lui da Frederic Rzewski e Gabriella Smith. Nel 2022 è diventato uno dei più giovani artisti a essere nominati nel corpo docente della Curtis Institute of Music.
Beilman suonerà il Violino Guarneri del Gesù 1740 “Ysaÿe”.
Questo violino prese il nome “Ysaÿe” in onore del virtuoso belga Eugène Ysaÿe (1858-1931), che lo utilizzò come strumento da concerto per molti anni. L’iscrizione all’interno del violino, scritta in francese con inchiostro rosso, recita: «Questo Del Gesù è stato il fedele compagno della mia carriera. Ysaÿe 1928». È noto per aver preso parte al corteo funebre di Stato di Ysaÿe, trasportato su un cuscino davanti alla bara del virtuoso. Prima di Ysaÿe, il violino era appartenuto al conte Baldeschi, al collezionista inglese John Adam e a Charles Wilmotte, collezionista e appassionato di Anversa. Su richiesta dei mercanti d’arte Gand e Bernardel, Wilmotte vendette il violino a Parigi nel 1889 al padre di Carry Mess, allieva di Ysaÿe e moglie di suo fratello Théo. Nel 1896, il violino passò a suo cognato Eugène Ysaÿe. Jeanette Dinsin, allieva di Ysaÿe che egli sposò nel 1929, ereditò il violino e in seguito lo vendette al direttore d’orchestra Charles Münch (1891-1968). Nonostante il desiderio espresso da Ysaÿe che il violino rimanesse in Belgio, esso fu venduto al signor Henry Hottinger dal commerciante Emil Herrmann di New York.
Nel 1965 fu acquistato dal celebre violinista Isaac Stern (1920-2001) e divenne il suo strumento principale per i concerti per tutta la vita. Nel marzo 1995, la Sasakawa Music Foundation acquistò il violino da Isaac Stern.
Nikki Chooi
Il violinista Nikki Chooi ha ottenuto riconoscimenti internazionali come Laureate del Queen Elisabeth Competition e del Concorso Cajkovskij, oltre ad aver vinto il Primo Premio al Michael Hill International Violin Competition. Attualmente è Concertmaster della Buffalo Philharmonic Orchestra e della Santa Fe Opera Orchestra. Nikki si esibisce regolarmente insieme al fratello, Timothy Chooi, e ha condiviso il palcoscenico con musicisti di grande prestigio, tra cui YoYo Ma e Joann Falletta.
Chooi suonerà il Violino Stradivari 1722 “Jupiter”.
Si dice che il grande collezionista inglese James Goding abbia battezzato il violino “Jupiter”. È noto anche come “Imperator” e “Ex-Goding”. Nel 1857 questo violino fu acquistato dal collezionista francese visconte de Janzé dal signor Goding tramite il commerciante parigino Jean-Baptiste Vuillaume. Nel 1886 passò nelle mani del duca di Camposelice tramite il commerciante George Withers. Dopo la morte del duca di Camposelice nel 1887, il violino fu venduto al signor Thurlow Weed Barnes di New York dalla duchessa di Camposelice. Tramite l’intermediazione di H. C. Silvestre di Parigi, la W. E. Hill & Sons acquistò il violino nel 1898 e, nello stesso anno, lo vendette al collezionista britannico Robert E. Brandt. Nel 1905, la signora Phipps, una violoncellista dilettante di New York, acquistò il violino dalla ditta Hill come regalo per suo marito, il signor John S. Phipps. Il violino rimase nella famiglia Phipps per molti anni. Nel 1971, il dottor Ephraim P. Engleman (1911-2015) di San Mateo, in California, violinista dilettante, collezionista e professore clinico di medicina, acquistò il violino tramite la Rembert Wurlitzer, Inc. di New York. Nel 1992, la Fondazione Hayashibara acquistò il violino, dal quale la Fondazione Musicale Sasakawa lo acquisì nel maggio 1998.
Roberto Arosio, al pianoforte Il pianista Roberto Arosio ha debuttato come solista nel 1990 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Vladimir Delman. Da allora ha tenuto concerti solistici e cameristici in Europa, Asia, America Latina e Nord America, collaborando con numerosi ensemble e istituzioni internazionali. È maestro collaboratore presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e svolge attività come pianista e celestista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra della Svizzera Italiana (OSI) e Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.
a cura di
Rassegna “Ottobre Paganini” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune.
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venerdì 2 ottobre 2026, ore 18.30
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