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Laura Guglielmi e Alberto Diaspro

05 Ott 2026, ore 18:00

Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio

Chi ha paura della Creatura? Da Frankenstein all’IA

Mary Shelley, la scienza e l’intelligenza artificiale, un colloquio tra Laura Guglielmi e Alberto Diaspro, a partire dal libro: Mary Shelley e la meravigliosa Creatura

In Mary Shelley, la meravigliosa Creatura, Laura Guglielmi ricostruisce la vita della scrittrice seguendo anche il suo rapporto con la cultura scientifica del tempo: dalle discussioni sull’elettricità alle storie dei resurrectionists, i “ladri di cadaveri” che nell’Inghilterra dell’Ottocento procuravano corpi agli anatomisti. È dentro questo clima, nel quale la scienza comincia a spingersi verso territori prima impensabili, che nasce Frankenstein.
A partire dal libro, Laura Guglielmi dialogherà con Alberto Diaspro, scienziato e docente di Fisica applicata, la cui ricerca si muove alle frontiere biofisica alla nanoscala, tra microscopia e nanotecnologie, che permettono di osservare il vivente dagli organi alle singole cellule, tracciando molecola per molecola l’organizzazione di DNA e proteine. Dalla Creatura di Mary Shelley all’Intelligenza Artificiale, il dialogo toccherà il rapporto fra scoperta e responsabilità, immaginazione e ricerca, autonomia e controllo. Perché il vero interrogativo di Frankenstein forse non è soltanto come creare una nuova creatura, ma che cosa siamo chiamati a fare dopo averla creata. Valga per questo la poetica di Walt Whitman con il suo “Io canto il corpo elettrico”.

Mary Shelley, la scienza e l’intelligenza artificiale

Mary Shelley aveva poco più di diciotto anni quando cominciò a concepire Frankenstein. Ma la Creatura che avrebbe cambiato per sempre la letteratura non nacque soltanto da un sogno gotico. Alle sue spalle c’era un mondo attraversato da nuove idee e intuizioni scientifiche, esperimenti sull’elettricità, studi anatomici e discussioni sulla possibilità di intervenire sulla materia e sulla vita. Frankestein si sviluppa nel pieno della disputa tra Galvani e Volta sull’elettricità precedendo di quasi mezzo secolo la grande svolta portata da Maxwell con le sue equazioni. L’elettricità diventa onde e luce, prende forma come la materia quando diventa, appunto, vita.

Nel suo percorso di formazione Mary incontra anche le storie dei resurrectionists, i “ladri di cadaveri” che procuravano corpi agli anatomisti per le dissezioni. Sono vicende che raccontano bene l’atmosfera di un’epoca in cui la ricerca scientifica comincia a mettere in discussione confini che fino ad allora sembravano invalicabili. È uno degli aspetti che Laura Guglielmi approfondisce in Mary Shelley, la meravigliosa Creatura: non soltanto la genesi di Frankenstein, ma la formazione intellettuale di una donna che osserva il proprio tempo e trasforma le inquietudini della scienza in una grande domanda letteraria.

L’incontro con Alberto Diaspro innesca il dialogo su una questione che, in forme completamente diverse, era già presente nell’immaginazione di Mary Shelley: quanto cambia la nostra idea del mondo quando il progresso scientifico ci permette di vedere ciò che prima non potevamo vedere? Siamo nel tempo in cui il “mare d’erba” di Whitman e “io sono un altro” di Rimbaud sublimano in do maggiore in Dylan con il suo “io contengo moltitudini”. Da qui il passo verso il futuro che si confonde col presente è naturale. Oggi l’intelligenza artificiale sta introducendo un’altra trasformazione: gli esseri umani non si limitano più a costruire strumenti che ampliano la loro capacità di vedere e conoscere, ma progettano sistemi capaci di elaborare informazioni, riconoscere schemi, produrre testi e immagini e interagire con il mondo in modi sempre più complessi. Siamo oltre l’invenzione dell’arco che estendeva il raggio d’azione della mano.
Non è necessario stabilire se l’IA sia la nuova Creatura di Frankenstein, non ci può essere alcuna competizione e ogni paragone è fragile. Il confronto può essere molto più interessante se parte dalla domanda che il romanzo pone ancora oggi: che responsabilità abbiamo verso ciò che creiamo? Victor Frankenstein non viene sconfitto semplicemente perché ha scoperto qualcosa di straordinario. La tragedia comincia quando, dopo aver dato vita alla Creatura, la abbandona e rifiuta di assumersi la responsabilità delle conseguenze del proprio gesto.
È questo il filo che unisce il libro di Laura Guglielmi alla ricerca di Alberto Diaspro: dalla scienza immaginata da Mary Shelley alla scienza contemporanea, dalla possibilità di conoscere alla possibilità di creare, fino alla necessità di accompagnare ogni nuova tecnologia con consapevolezza e responsabilità.
Un dialogo fra una scrittrice e uno scienziato, dunque, per tornare a Mary Shelley non come autrice di un semplice romanzo “profetico”, ma come una donna che, più di due secoli fa, aveva già intuito che il problema più grande della conoscenza non è soltanto ciò che ci permette di fare, ma ciò che ci impone a chiederci dopo averlo fatto.

a cura di

Laura Guglielmi e Alberto Diaspro

informazioni

ingresso libero

quando

lunedì 5 ottobre 2026, ore 18

dove

Sala del Minor Consiglio

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