11 Mar 2027 — 14 Mar 2027, ore 09:00
Palazzo Ducale
La storia non è mai stata, e non sarà mai, un neutro contenitore di fatti in attesa di essere consultati. È piuttosto un campo di battaglia permanente, dove il passato viene continuamente arruolato al servizio di cause presenti. Già Tucidide lo sapeva: raccontare la guerra del Peloponneso significava anche scegliere da che parte stare, decidere quali voci far parlare e quali silenziare. Chi crede che basti “raccontare i fatti” per essere obiettivi, ignora — o finge di ignorare — che ogni narrazione storica è già una selezione, e ogni selezione è già un giudizio. Il problema non è dunque se la storia venga usata politicamente: lo è sempre stata, da Polibio ai manuali scolastici del Novecento, dalle celebrazioni patriottiche alle “verità di Stato” imposte con la forza della retorica ufficiale. Il problema è come venga usata, e soprattutto chi abbia il potere di decidere quale versione del passato debba diventare memoria condivisa. […]
In questo orizzonte, il compito dello storico non è, dunque, quello di rifugiarsi in un’illusoria imparzialità, ma di rendere visibile il meccanismo stesso della manipolazione: mostrare le cuciture, i tagli, gli interessi che una certa narrazione del passato è chiamata a servire.
Solo così la storia smette di essere strumento di consenso passivo e propaganda e torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: uno strumento critico, scomodo, capace di disturbare le certezze del presente invece di confermarle.
In questo senso, riflettere sull’uso politico della storia non è un esercizio accademico tra i tanti. È, ancora oggi, un atto di responsabilità civile.
quando
11 – 12 – 13 – 14 marzo 2027
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