29 Mar 2026, ore 17:00
Dopo la sconfitta della Prima guerra mondiale prende piede in Germania un movimento di rivolta contro la modernità e i suoi tratti caratterizzanti (democrazia, industria, grande città). Il movimento hitleriano si collega a questa protesta e alle correnti culturali del ritorno alla natura e dell’anti-industrialismo. Si pensa sia solo dal mondo contadino, presunta “fonte del sangue tedesco”, che può ripartire la rinascita del Reich. Quali sviluppi avrà il programma ruralistico dopo la presa del potere di Hitler e dopo lo scoppio della guerra? Seguiremo gli sviluppi di queste politiche e dell’idea di costruire una società ideale, imperniata sul mondo contadino, in cui le qualità superiori del popolo germanico avrebbero potuto pienamente esprimersi.

Gustavo Corni, già professore ordinario di storia contemporanea presso l’Università di Trento (dal 2001 al 2018, anno del pensionamento), dopo avere insegnato presso le università di Venezia, Chieti (sede di Pescara) e Trieste. Borsista della Fondazione Humboldt e del Freiburg Institute of Advanced Studies. Specialista di storia della Germania, con particolare attenzione per il nazionalsocialismo, di storia comparata delle dittature nel Novecento e di storia sociale delle due guerre mondiali. Autore di ventuno monografie, in parte tradotte in tedesco, in inglese, in spagnolo e in neerlandese, nonché di circa duecento fra saggi e articoli per riviste e pezzi o capitoli di libri in volumi collettanei, italiani e internazionali.
Pubblicazioni recenti: Storia della Germania da Bismarck a Merkel (Milano, Il Saggiatore, 2017, terza edizione riveduta e aggiornata), Weimar. La Germania dal 1918 al 1933 (Roma, Carocci, 2020), Guglielmo II (Roma, Salerno, 2022). Da ultimo: L’Italia occupata 1917 – 1918. Friuli e Veneto orientale da Caporetto a Vittorio Veneto (Udine, Gaspari, 2024). Il libro è stato finalista al Premio Friuli Storia 2025.
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 17
dove
Sala del Maggior Consiglio
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