29 Mar 2026, ore 16:00
Nelle rappresentazioni degli autori greci e latini i barbari agiscono al di fuori del perimetro della civiltà, secondo una visione stereotipata che ne sottolinea il legame con la natura, intesa come spazio selvaggio e disordinato. Associato ai barbari, il naturale assume così un carattere ambivalente, evocando tanto una condizione originaria quanto una deformazione mostruosa. A partire dalla media età imperiale, tuttavia, questo schema inizia a incrinarsi: le raffigurazioni mostrano una crescente complessità, oscillando tra la persistenza dei modelli tradizionali e una maggiore attenzione alla pluralità dei mondi barbarici e ai loro diversi rapporti con la civiltà romana.

Fabrizio Oppedisano insegna storia romana alla Scuola Normale Superiore. Fa parte della direzione della rivista Studi Storici. Si occupa prevalentemente di storia politica e istituzionale e amministrativa di età tardoantica, di rapporti tra letteratura, ideologia e potere, dell’uso politico del passato romano in età medievale e in età moderna e contemporanea.
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 16
dove
Archivio Storico
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