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Gianni Martini, Paolo Prato, Nando Fasce

29 Mar 2026, ore 12:00

La Storia in Piazza XV edizione

Alla ricerca dell’autenticità.
Acustico ed elettrico, live e studio nella musica degli anni Sessanta e Settanta

coordina Nando Fasce

L’autenticità come valore emerge con l’ideologia romantica, che esalta la figura dell’autore come unico garante dell’opera e assume un significato economico con la nascita del diritto d’autore. Nella critica rock il termine viene evocato quando si sovrappone un giudizio morale a un giudizio estetico. La tecnologia è vista come opposta alla natura, all’arte e dunque falsificante. Il cuore dell’ideologia rock è che i suoni ‘crudi’ siano più autentici di quelli ‘cotti’. Eppure, sono i dischi ad aver promosso l’ascesa delle musiche giovanili negli anni Sessanta e Settanta, mentre concerti e festival ne forgiavano le mitologie. Un musicista e un musicologo formatisi in quegli anni ce ne parlano.

Gianni Martini

Gianni Martini, Chitarrista di Giorgio Gaber dal 1984 fino agli ultimi due album (La mia generazione ha perso e Io non mi sento italiano). Il suo percorso professionale inizia nel 1972 con il gruppo dei Delirium di Ivano Fossati, che presentò al Festival di Sanremo di quello stesso anno il brano Jesahel. Ha lavorato prevalentemente nel settore della canzone d’autore, collaborando, tra il 1975 e il 1984 con Claudio Lolli, Giampiero Alloisio, Francesco Guccini, Assemblea Musicale Teatrale. La collaborazione con Giorgio Gaber, nel periodo dal 1984 al 2000, ha compreso la realizzazione del musical A che servono gli uomini, allestito dal Teatro Sistina di Roma per le stagioni 1988 – 1989 / 1989 – 1990, su testi di Iaia Fiastri, musiche di Giorgio Gaber, regia di Pietro Garinei e riprese televisive di Antonello Falqui. Nel 1978 fonda la scuola di musica Music Line di cui è tuttora presidente. Verso la fine degli anni ’80 inizia a collaborare con alcune importanti riviste tra cui: Chitarre, Il mondo di Roland, Misolidia. Nel 1999 esce per la BMG – Ricordi (oggi Hal Leonard) il primo testo del progetto didattico Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione, di cui sta per uscire il V volume. Nel corso della stagione teatrale 2008/2009, collabora con il cantautore Giampiero Alloisio e lo scrittore Maurizio Maggiani allo spettacolo Storia della meraviglia, allestito dal Teatro Stabile di Genova. Progetti minori, ma molto apprezzati dalla critica specializzata sono stati le band La famiglia Ortega e Scalino scaleno. Nel corso degli anni ha collaborato occasionalmente con: Arisa, Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Claudio Bisio, Emma, i comici Luca e Paolo, Luciana Littizzetto, Paolo Jannacci, Neri Marcorè, Enzo Iacchetti, Rossana Casale, Rocco Papaleo, Paolo Rossi, Enrico Ruggeri, Francesco Baccini, Max Manfredi, Federico Sirianni, Piji, Annalisa Scarrone, Renzo Rubino.

Inizia l’attività di direzione corale nel 2000, alla guida del Coro Daneo. Nel 2003 si forma il Coro 4 canti, mentre nel 2007 prende il via un terzo gruppo corale, il Coro canto libero e dal 2015 una nuova formazione, il Quarto Coro. La loro particolarità consiste innanzitutto nel fatto di essere cori polifonici moderni che eseguono repertori che si staccano dalla tradizione corale comunemente intesa. Dal 2013 tiene un corso di canto corale moderno per Music Line.

Paolo Prato

Paolo Prato è Professore Associato di Etnomusicologia e insegna Comunicazioni e Media alla John Cabot University (Roma). Si occupa di storia e sociologia della musica, canzone italiana e mercati transnazionali, media, tecnologie e consumi giovanili. È International Advisory Editor della Encyclopedia of Popular Music of the World (Bloomsbury), collabora con la Radio della Svizzera Italiana e fa parte del comitatoscientifico diPopular Music History e Musica/Realtà.

Ferdinando Fasce ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize e il CLR James Award della Working-Class Studies Association. Ha scritto La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi, 2018), I Beatles in Italia 1965.Cinque giorni, tre città, otto concerti (De Ferrari, 2025) e Genova. Un “Secolo” di storie. Il Decimonono racconta (De Ferrari, 2026).

quando

domenica 29 marzo 2026, ore 12

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