29 Mar 2026, ore 12:00
Nell’ultima fase dell’epoca medievale, fra XII e XV secolo si moltiplicano le riflessioni economiche e si forma una concezione dell’economia che distingue l’economia secondo natura da quella contro natura. L’usura è considerata il riassunto dell’economia pervertita e contro natura, sterile e improduttiva. La si paragona alla sodomia. Tuttavia, al tempo stesso molte e diverse realtà bancarie e creditizie sono catalogate come produttive e dunque secondo natura. L’usuraio e il banchiere sono quindi considerati figure contrapposte benché le loro attività siano per molti aspetti simili. Questa ambiguità è all’origine di un modo di vedere e praticare le relazioni economiche che le caratterizza come naturali o innaturali secondo il loro significato politico e sociale.

Giacomo Todeschini (Milano 1950) ha insegnato Storia Medievale all’Università di Trieste. Ha studiato la formazione storica dei linguaggi e dei modi di ragionare economici europei. Fra i suoi libri: I mercanti e il tempio. La società cristiana e il circolo virtuoso della ricchezza fra medioevo ed età moderna, il Mulino, Bologna 2002; Ricchezza francescana. Dalla povertà volontaria alla società di mercato, il Mulino, Bologna 2004; Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sospette e gente qualunque dal medioevo all’età moderna, il Mulino, Bologna 2007; Come Giuda. La gente comune e i giochi dell’economia all’inizio dell’epoca moderna, il Mulino, Bologna 2011; La banca e il ghetto. Una storia italiana, Laterza, Roma 2016; Gli ebrei nell’Italia medievale, Carocci, Roma 2018; Come l’acqua e il sangue. Le origini medievali del pensiero economico, Carocci, Roma 2021; Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna, Salerno, Roma 2025.
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 12
dove
Sala del Minor Consiglio
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