29 Mar 2026, ore 12:00
Tra Otto e Novecento in Europa nascono movimenti culturali e sociali che propongono un consapevole ritorno alla natura, per sfuggire ai ritmi dell’industrializzazione e della città. Dalle coste del Mediterraneo si diffondono all’Europa centrale e poi oltreoceano. Sono esperienze critiche e nuove, che cercano un rapporto con il proprio corpo e con gli altri che sia originario e incorrotto. Per trovarlo ritengono necessario allontanarsi dalla città e dalle sue dinamiche iscritte nella modernità industriale per andare verso pratiche, esperienze e relazioni considerate più autentiche perché legate alla natura. Promuovono l’esposizione del corpo all’aria e al sole, all’aperto, intrecciando istanze di emancipazione e modi diversi di pensare il corpo e le relazioni sociali, ma anche letture olistiche del rapporto con la natura e con l’ambiente. Nel primo Novecento, il naturismo fu bersaglio delle azioni repressive degli stati totalitari e nel dopoguerra attirò la diffidenza morale delle istituzioni dello stato e della Chiesa cattolica.

Emmanuel Betta è professore associato di Storia contemporanea al Dipartimento di Storia antropologia religioni arte spettacolo de La Sapienza, Università di Roma. È condirettore di «Contemporanea. Rivista di storia dell’800 e del 900» e membro della direzione di “Quaderni Storici”. Si occupa di storia della biopolitica e della sessualità, con particolare attenzione a razzismo, eugenetica, controllo delle nascite, salute e alla relazione tra religione, legge e medicina nella disciplina dei corpi. Ha lavorato anche sulla violenza politica e sulle digital humanities. Ha curato la sezione di storia contemporanea della Storia mondiale dell’Italia (Laterza 2017). Tra le sue principali pubblicazioni: Animare la vita. Disciplina della nascita tra medicina e morale, Mulino, Bologna 2006; L’altra genesi. Storia della fecondazione artificiale, Carocci, Roma 2012 (trad. francese Paris, 2017); con M. Mehr, Uomini e topi. Eugenetica in democrazia, Pavia, 2020.
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 12
dove
Sala del Maggior Consiglio
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