29 Mar 2026, ore 11:00
Il Golem, il pupazzone di sabbia e argilla cui è in grado di infondere vita e anima un santo rabbino, è una delle più longeve e poderose figurazioni della tradizione ebraica, una delle più perfette immagini del rapporto fra creatore e creato, fra naturale e sintetico.
Nell’insanabile nostalgia verso il creatore, il Golem è rispecchiamento del rapporto dell’uomo nei confronti di Dio. Ma il Golem innamorato dell’uomo e ideato a sua difesa può ben presto trasformarsi in distruttore e assassino. Egli cessa però di esistere quando la prima lettera della parola foriera di vita, verità, Emeth, che porta incisa sulla fronte, viene cancellata, trasformando la scritta in morte, Meth. Se il pupazzo è anche simbolo di intelligenze artificiali, create dall’uomo e quindi esterne al governo divino, basterà dunque sancire il loro allontanarsi dalla ricerca della verità per cancellarne il potere.

Laura Quercioli Mincer è professoressa associata di Letteratura e cultura polacca all’Università di Genova. Si occupa di cultura ebraico-polacca e di forme di trasmissione della memoria in letteratura e nelle arti figurative. Nel 2026 è in pubblicazione per Castelvecchi la monografia Per un’etica della malinconia. Miroslaw Balka, la storia, la Shoah. È la capofila del progetto di rilevanza nazionale (PRIN) Conceptualising and Representing the “Other” in the Polish, Ukrainian, Jewish and Yiddish Cultural Fields (2024-2025) e co-autrice del sito web Lager-Reise
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 11
dove
Sala Liguria
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