28 Mar 2026, ore 17:00
Nell’attuale contesto politico, la cittadinanza è sempre più concepita come derivata esclusivamente dalla discendenza di sangue, giustificando una progressiva restrizione degli accessi alla naturalizzazione. Persino il matrimonio pare riprodurre i confini etnico-religiosi: un recente sondaggio indica che gli italiani sono tra gli europei meno disposti ad accettare un ebreo o un musulmano nella propria famiglia. Come affrontarono i nostri antenati questa questione, nelle grandi migrazioni che caratterizzarono il Mediterraneo d’età moderna? L’analisi delle fonti d’archivio dei secoli XVII e XVIII rivela una sorprendente presenza di musulmani nell’intimità delle famiglie genovesi. Ciò che ne emerge è un ritratto di una Genova spaesante: una Repubblica in cui uno schiavo di Istanbul poteva diventare cittadino genovese e addirittura nobile, mentre un nativo di Sestri Ponente decideva di convertirsi all’Islam a Tunisi, mantenendo forti legami con i suoi cari di fede cristiana.

Achille Marotta sta scrivendo un libro su Islam, schiavitù e appartenenza nella Repubblica di Genova. È attualmente Max Weber Fellow presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e da ottobre sarà Junior Research Fellow presso l’Oriel College dell’Università di Oxford. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Bologna nel 2024.
quando
sabato 28 marzo 2026, ore 17
dove
Sala Liguria
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