28 Mar 2026, ore 17:00
Negli ultimi anni, le destre e i movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti hanno fatto un uso sempre più frequente delle parole “natura” e “naturale”. Ma che cosa significa davvero questo richiamo? Si parla di “famiglia naturale”, di “ordine naturale” o ancora di “ruoli naturali”. Il “popolo” viene rappresentato come un corpo organico, unitario, radicato, in possesso di un buonsenso naturale e comune, contrapposto a élite artificiali e cosmopolite. Il naturale è spesso associato a un passato idealizzato che sarebbe inamovibile: famiglie stabili, ruoli di genere definiti, comunità omogenee. Invocare la natura significa così ancorare le proprie posizioni a qualcosa che appare indiscutibile, sottratto al conflitto e al cambiamento. Ma il “naturale” è sempre stato una categoria mobile, usata per legittimare ordini sociali, gerarchie e modelli di convivenza che in realtà sono molto diversi tra loro. Nel dialogo tra Riccardo Brizzi e Marc Lazar si proverà a capire perché oggi la politica abbia bisogno della natura e come questa parola, apparentemente neutra, sia diventata uno dei terreni centrali del confronto ideologico nelle democrazie occidentali.

Marc Lazar è professore emerito di storia e sociologia politica a Sciences Po (Parigi) e visiting professor all’università LUISS a Roma. Studia la politica in Francia e in Italia dal dopo 1945, i partiti di sinistra in Europa e il populismo. Tra le sue ultime pubblicazioni: con Ilvo Diamanti, Popolocrazia. Le metamorfosi delle nostre democrazie, Bari-Rome, Laterza, 2018; con Mathieu Fulla, European Socialists and the State in the Twentieth and the Twenty-First Century, Basingstoke, Palgrave, 2020, Left. Crisis and Challenges of the European Left (end of Twentieth Century-2020s), Milan, Feltrinelli, 2024 e Pour l’amour du peuple. Histoire du populisme en France XIX-XXIème siècle, Paris, Gallimard, 2025.
quando
sabato 28 marzo 2026, ore 17
dove
Sala del Maggior Consiglio
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