28 Mar 2026, ore 15:00
Quando i primi agricoltori neolitici, nel Vicino oriente, poi in Cina, e più tardi nelle Americhe, hanno iniziato ad addomesticare piante e animali, è cominciata anche la storia degli organismi geneticamente modificati. Frumento, mais, riso, cani, pecore, mucche, e anche un allora insignificante microrganismo, il lievito, si sono trasformati, attraverso ibridazioni e selezione artificiale, fino a diventare la base della nostra dieta. Ripercorrere la storia di queste manipolazioni genetiche aiuta a riflettere su quanto siano ambigui concetti come naturale e artificiale, e a ragionare con qualche pregiudizio in meno su come sfamare una popolazione umana che prima di stabilizzarsi, ci dicono i demografi, supererà nel 2080 i 10 miliardi.

Guido Barbujani è nato nel 1955. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook, alle Università di Londra, Padova e Bologna, e attualmente è professore di Genetica all’Università di Ferrara. È stato presidente dell’Associazione Genetica Italiana (AGI). Nel 2014 ha vinto il Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana, nel 2024 i premi Pianeta Galileo e Montale in viaggio. Suoi libri sono tradotti in diverse lingue.
Fra i saggi: L’invenzione delle razze (Bompiani 2006 e 2018), Europei senza se e senza ma (Bompiani, 2008 e 2021), Gli africani siamo noi (Laterza 2016), Come Eravamo. Storie dalla grande storia dell’uomo (Laterza 2022), e L’alba della storia (Laterza 2024). Fra i testi narrativi, Questione di razza (Mondadori 2003, Solferino 2023), Lascia stare i santi. Una storia di reliquie e di scienziati (Einaudi 2014), e Soggetti smarriti (Einaudi 2022).
quando
sabato 28 marzo 2026, ore 15
dove
Sala del Maggior Consiglio
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