27 Mar 2026, ore 17:00
Molti imperatori romani sono celebri per le loro azioni “dissennate”, caratterizzate dalle fonti antiche come esempi di vera e propria perversione. Nerone avrebbe, tra le molte altre cose, sposato Sporo dopo averlo fatto “trasformare” in una donna; Elagabalo avrebbe desiderato una riassegnazione di genere e chiesto di essere chiamato con pronomi femminili. Questi aneddoti vengono da fonti critiche, che definiscono tali Cesari come tiranni folli. È possibile un’altra interpretazione di simili performances imperiali, legata alle forme della comunicazione politica dell’impero romano? Cosa volevano dimostrare questi imperatori – se ammettiamo che non fossero pazzi – con simili gesti?

Filippo Carlà-Uhink è professore di Storia Antica all’Università di Potsdam (Germania). Dopo gli studi a Torino ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Udine. È stato ricercatore e docente nelle università di Heidelberg, Mainz e Tübingen in Germania ed Exeter in Gran Bretagna, prima di approdare a Potsdam nel 2018. Si occupa prevalentemente di storia culturale dell’impero romano e di ricezione dell’antico nella cultura popolare contemporanea.
quando
venerdì 26 marzo 2026, ore 17
dove
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