27 Mar 2026, ore 15:00
La ricostruzione nello spazio del giardino di una immagine della natura elaborata dall’uomo rivela l’ambizione di proporre una propria visione della vicenda della creazione. Nei giardini realizzati tra XVI e XIX secolo la disposizione geometrica o artificiosamente naturale di viali e parterre alla luce del sole e la ctonia rappresentazione di profondità di grotte riflettono l’idea di un creato in divenire, dal caos primigenio al disegno di un ordine divino. Quegli spazi si rivelano efficaci modalità comunicative dell’aggiornamento culturale e ad un tempo del prestigio e del potere economico dei committenti, bilancio e riproposta di una storia personale.

Lauro Magnani, professore emerito, è stato ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Genova. La produzione pittorica e scultorea tra XVI e XVIII secolo, i rapporti tra artista, committente e pubblico, gli spazi abitativi dell’aristocrazia, l’iconografia religiosa sono tra i soggetti della sua ricerca. Ha dedicato studi monografici e mostre a Luca Cambiaso e ha affrontato aspetti dell’attività di artisti come Barocci, Correggio, Caravaggio, Rembrandt, Rubens. Il ruolo della scultura è stato analizzato in occasione delle mostre “Genova nell’età barocca” e “Pierre Puget” delle quali è stato tra i curatori. Impegnato sul tema dei giardini storici, è stato Summer Fellow presso il Dumbarton Oaks di Washington, ha collaborato con l’Università di Wuhan e con diverse istituzioni italiane e straniere producendo monografie e pubblicazioni fino alla recente mostra “Grotte e giardini ai tempi di Rubens”.
quando
venerdì 26 marzo 2026, ore 15
dove
Sala del Maggior Consiglio
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