27 Mar 2026, ore 15:00
Nell’inferno che inventò, Dante collocò vicino ai bestemmiatori e agli usurai, i peccatori contro natura, ovvero i sodomiti. Nel farlo elaborò tradizioni teologiche antiche che tuttavia da qualche tempo andavano assumendo un significato nuovo, facendo della sodomia un peccato più grave, reprensibile non solo per i chierici, ma anche per i laici. Nello scegliere i nomi dei dannati puniti per quel vizio, Dante volle rivelare il vizio nascosto di personaggi in vista della buona società tipico della poesia comica fiorentina di qualche anno prima. L’ideazione dei canti XVI e XVII costituisce dunque una porta che permette di comprendere il modo con cui il poeta usò e trasformò le idee del suo tempo riguardo a genere, procreazione e sessualità.

Giuliano Milani (Roma 1969) è professore di Storia del Medioevo presso l’Università Gustave Eiffel di Paris Est. Si interessa alla storia dei comuni italiani, ai meccanismi di governo, all’uso pratico delle scritture e delle immagini, e alla biografia di Dante Alighieri. Ha pubblicato, tra le altre cose, L’esclusione dal comune. Conflitti e bandi politici a Bologna e in altre città italiane tra XII e XIV secolo, Isime, Roma 2003; I comuni italiani. Secoli XII-XIV, Laterza, Roma-Bari (2005); Bologna, Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, Spoleto; L’uomo con la borsa al collo. Genealogia e usi di un’immagine medievale, Viella, Roma 2019, e più recentemente, con Elisa Brilli, Dante. Des vies nouvelles, Fayard, Paris, 2021, e, con Armando Antonelli. Il Liber seu memoriale omnium librorum et scripturarum repertorum et repertarum in camara actorum populi Bononie del 1324. L’inventariazione archivistica all’inizio del Trecento, Ministero della Cultura. Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma 2024.
quando
venerdì 26 marzo 2026, ore 15
dove
Archivio Storico
carta dei servizi