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Martina Ardizzi, Raffaella Rumiati,Federica Favino

29 Mar 2026, ore 18:00

La Storia in Piazza XV edizione

La mente ha un sesso? Attualità di una questione antica

coordina Federica Favino

Nel 1673 il pensatore cartesiano François Poullain de la Barre sosteneva con decisione che l’intelligenza non appartiene a un sesso piuttosto che all’altro. Nel 1834, tuttavia, William Whewell — lo studioso che introdusse il termine “scienziato” — sosteneva la tesi opposta, affermando che, al di là delle teorie più audaci, le differenze di sesso si rifletterebbero anche nella mente. La questione dell’eguaglianza intellettuale tra uomini e donne attraversa dunque i secoli e continua a interrogarci.

Oggi le neuroscienze permettono di osservare il cervello vivo e di comprenderne sempre meglio il funzionamento. Che cosa, dunque, possono dirci oggi su una domanda così antica? Ha ancora senso chiedersi se la mente abbia un sesso, in società complesse come le nostre? Come si inserisce la dimensione di genere all’interno di questa riflessione? Alla luce delle conoscenze attuali, quanto c’è di “naturale” nell’attribuire alle donne attitudini innate o nel limitare loro l’accesso a professioni tradizionalmente considerate maschili?

Martina Ardizzi

Martina Ardizzi è neuroscienziata e docente di Psicobiologia presso l’Unità di Neuroscienze del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, dove conduce progetti di ricerca nazionali e internazionali. La sua attività di ricerca indaga i meccanismi neurali dei processi di integrazione multisensoriale alla base della percezione e dell’azione, dal periodo prenatale alle loro modificazioni plastiche e alle alterazioni osservabili in popolazioni cliniche. Dopo il dottorato in Neuroscienze (2015), ha maturato esperienza di ricerca in diversi contesti internazionali, tra cui Sierra Leone, e presso università straniere come Assam University (India), University of Essex (Regno Unito) e Berlin School of Mind and Brain (Germania); è stata inoltre visiting professor presso la Universidad Nacional de Cuyo (Argentina). È membro del Centro di Bioetica dell’Università di Parma, fa parte del comitato scientifico della Biennale di Torino ed è trustee dell’Imminent Translated’s Research Center. Autrice di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed, nel 2025 ha pubblicato per EGEA L’algoritmo bipede, vincitore del premio Best Science Book of the Year 2025.

Raffaella Rumiati

Raffaella I. Rumiati è Professore Ordinario di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive alla SISSA di Trieste e all’Università di Roma Tor Vergata, dove ha anche avviato un nuovo corso di laurea triennale in Psicologia. Ha conseguito il Dottorato in Psicologia presso l’Università di Bologna, svolgendo la ricerca dottorale all’Università di Birmingham, nel Regno Unito, e in seguito ha trascorso periodi di ricerca in diversi paesi, tra cui Germania, Cina, Giappone, Israele e Spagna. Da sempre interessata a capire come il cervello sostenga le funzioni della mente, ha studiato linguaggio, memoria, percezione e azione sia in persone sane sia in pazienti neurologici, utilizzando anche metodiche come risonanza magnetica, TMS ed EEG. Oggi la sua ricerca si concentra soprattutto sulla plasticità delle funzioni cognitive nel corso della vita. Questo lavoro si sviluppa lungo due direttrici: da un lato lo studio dei fattori, cognitivi e non, che contribuiscono a spiegare il rendimento accademico – come l’ansia per la matematica o i tratti di personalità – e dall’altro la caratterizzazione neuroscientifica della riserva cognitiva, ossia lo studio dei fattori che contribuiscono a spiegare le differenze individuali nei percorsi cognitivi dell’invecchiamento sano e patologico. È autrice di più di 200 pubblicazioni scientifiche, prevalentemente articoli in riviste internazionali, e ha ricevuto numerosi finanziamenti competitivi da enti italiani, europei e privati.

Federica Favino

Federica Favino è Professoressa Associata di Storia della Scienza presso il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza Università di Roma. Ha svolto ricerche presso prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, tra cui il Centre A. Koyré – EHESS di Parigi e il Dipartimento di Storia dell’Università di Stanford. È autrice di numerosi studi sulla cultura scientifica nella Roma dell’età moderna e contemporanea, con particolare attenzione alla relazione tra eterodossia filosofica e dissenso politico e al rapporto tra genere e cultura scientifica. Tra le sue pubblicazioni figurano La filosofia naturale di Giovanni Ciampoli (Firenze: Olschki, 2015); Copernicus Banned: The Entangled Matter of the Anti-Copernican Decree of 1616 (Firenze: Olschki, 2018, co-editor, con Natacha Fabbri) e più recentemente Donne e scienza nella Roma dell’Ottocento (Roma: Viella, 2020).

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domenica 29 marzo 2026, ore 18

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