29 Mar 2026, ore 11:00
Nel XVI secolo, portoghesi e spagnoli raggiunsero via mare le estremità dell’Asia, da est e da ovest. La sfericità della terra divenne un’esperienza concreta, non più soltanto un concetto, e con essa la comprensione del mondo naturale fu profondamente trasformata. L’«inglobamento» europeo [del mondo] ridisegnò i confini della terra, aggiungendo un continente, mondi nuovi e, con essi, popoli, animali e piante da osservare, interpretare, tradurre. Le scienze e le culture europee del periodo rendono conto di un ripensamento profondo delle relazioni tra natura e società, tra ‘storia naturale’ e ‘storia morale’, che fino ad allora erano basate su una lettura biblica del mondo.

Antonella Romano insegna a Parigi, all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Ha diretto il centro Alexandre-Koyré di storia della scienza dopo aver occupato la cattedra di Storia della Scienza presso l’Istituto Universitario Europeo (Firenze). Specialista di storia della scienza e dei saperi, si occupa in particolare del Rinascimento in una prospettiva di storia globale e lavora sulle relazioni tra sapere, politica e religione nel Cinquecento. Tra le sue pubblicazioni, Impressioni di Cina. Saperi europei e inglobamento del mondo (secoli XVI-XVII) (Roma, Viella, 2020).
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 11
dove
Sala del Maggior Consiglio
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