29 Mar 2026, ore 10:00
Tra XVI e XVII secolo l’Europa conobbe un intenso rilancio delle attività minerarie, che trasformò paesaggi, economie e poteri politici. L’apertura della terra non fu percepita soltanto come una conquista tecnica, ma come un evento carico di significati cosmologici e religiosi. Miniere e abissi potevano essere abitati da spiriti sotterranei e demoni, talvolta temuti ma anche considerati custodi delle ricchezze nascoste, segno dell’esistenza dei tesori della Natura. Allo stesso tempo, metalli e pietre erano spesso interpretati come doni divini, frutto di una terra viva e generatrice, capace di produrre forme, immagini e meraviglie. Questo intervento mostra come l’estrattivismo moderno nacque dall’intreccio di paure, speranze e visioni plurali del sottosuolo, un mondo sotterraneo percepito come vivo, con cui il potere doveva scendere a patti.

Caroline Callard è professoressa all’EHESS di Parigi e si occupa di antropologia storica dell’età moderna. Dopo studi sull’Italia moderna e sulle culture dell’invisibile (Spectralities in the Renaissance, Oxford, 2022), oggi lavora sui mondi sotterranei in dialogo con la storia ambientale.
quando
domenica 29 marzo 2026, ore 10
dove
Sala Liguria
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