29 Gen 2026, ore 18:30
Sala del Maggior Consiglio
Palazzo Ducale avvia una riflessione sulla musica ligure, a partire dal cantautorato, fenomeno nato con Umberto Bindi nei primi anni ’50, esploso nel 1958 con la sua Arrivederci incisa in un 45 giri da Ricordi, lo stesso anno in cui Modugno vinceva Sanremo con Nel blu dipinto di blu.
L’inventiva cantautorale con Paoli, Tenco, De André, Lauzi e Fossati non nasce da una “Scuola genovese “, peraltro mai esistita, ma percorre nei decenni tutta l’Italia con capolavori musicali straordinari.
Sul versante pop, a Genova nel 1970 i Ricchi e Poveri incidono La prima cosa bella e diventano fenomeno planetario, poi nel 1975 segue il pop “alto” dei Matia Bazar ed è di nuovo fioritura di generi.
Negli anni ’90 si afferma il Rap, che a Genova ha presto molti interpreti importanti, come Izi, Tedua e Vaz Tè, poi Moreno, campione di Freestyle, poi Alfa, Bresh, Olly che si è preso Sanremo.
È la terza deflagrazione di un fenomeno musicale che ha a Genova importanti riferimenti. Capitano tutti qui? Oppure esiste una creatività musicale “fisiologicamente” ligure che nasce ed emerge sotto forme in apparenza diversissime e opposte? Qualche punto di vista si può forse già proporre.



a cura di
A cura di Roberto Vecchioni e Margherita Rubino
quando
dal 29 gennaio al 29 maggio 2026, ore 18.30
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