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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Divisionismo e Futurismo tra Genova e Parigi
dal 24 marzo al 4 giugno 2023, Loggia degli Abati

Realizzata in occasione del 120° anniversario dell’esordio artistico di Giuseppe Cominetti alla Società Promotrice delle Belle Arti di Genova nel 1903, la mostra intende celebrare il maestro attraverso un’accurata selezione di opere.

Giuseppe Cominetti fu, oltre che pittore, anche scenografo, incisore, scultore e fine cesellatore, passando da divisionista a futurista, con un periodo simbolista.

Il progetto espositivo ruota intorno ai due centri focali che più di tutti hanno contribuito a dare forma al suo modus pingendi: le numerose opere esposte, realizzate durante il primo periodo genovese (1903-1908) e a seguito del suo trasferimento parigino (1909-1916), provengono da importanti musei pubblici e collezioni private.

L’iniziativa si inserisce all’interno di una più ampia rassegna dedicata al maestro, che vede coinvolte importanti istituzioni cittadine quali Wolfsoniana, l’Accademia Ligustica e Palazzo Lomellino. In ciascuna sede verrà trattata una tematica specifica al fine di restituire al pubblico un’immagine completa della produzione artistica di Cominetti.


Originario di un paesino della provincia di Vercelli, Giuseppe Cominetti (1882-1930) frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1902 crea, insieme al fratello Gianmaria, un atelier a Genova, che diventa ben presto non solo un luogo di lavoro ma anche di incontro per artisti e letterati. A Genova Cominetti trova clima fertile per il proprio talento artistico e ben presto inizia ad esporre i propri lavori: è presente alla Promotrice genovese per poi approdare all’Esposizione nazionale di Belle Arti di Milano nel 1906.

In questi anni Giuseppe pratica la pittura ma anche il disegno per la grafica pubblicitaria e l’illustrazione. Da Genova guarda con interesse specialmente alla pittura di Plinio Nomellini e dei maestri divisionisti, da cui ricaverà la propria identità stilistica fondamentale. Nel 1909 prende parte al Salone d’autunno a Parigi, dove decide di trasferirsi seguito dal fratello. I due risiedono inizialmente a Montparnasse e poi a Montmartre, dove frequentano intensamente il contesto culturale cittadino e vivono in perfetto stile bohemien.

Da Parigi Giuseppe assiste con interesse alla nascita del Futurismo, dopo la pubblicazione nel 1909 del celebre Manifesto sulle pagine di Le Figaro a firma Filippo Tommaso Marinetti. Tuttavia, Giuseppe non comparirà ufficialmente fra i sottoscrittori del Manifesto tecnico della pittura futurista del 1910.

Nel 1912 partecipa al Salone degli indipendenti di Parigi e realizza le scenografie per un pezzo teatrale scritto dal fratello Gianmaria.  Due anni dopo inaugura una personale alla Galleria d’arte contemporanea, mostra che avrebbe dovuto proseguire presso altre sedi ma che si interrompe bruscamente per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Giuseppe si arruola volontario in cavalleria e viene inviato prima sul fronte francese e poi sul Grappa, dove gli viene ufficialmente affidato l’incarico di inviato disegnatore. Da questa esperienza nasce progressivamente lo straordinario corpus dei disegni di guerra, che coprono tutto il periodo bellico sino al 1918.

Finita la guerra Cominetti rientra in Italia e prende un nuovo studio a Genova, ancora con il fratello e con il pittore Antonio Giuseppe Santagata. A Genova aderisce al “Gruppo futurista genovese” e prosegue un’intensa attività sia artistica che letteraria. Oltre al disegno e alla pittura, improntata ad una tecnica divisionista fortemente individuale, Cominetti si dedica alla decorazione di ceramiche con le botteghe d’arte di Albisola.

Con il fratello Gianmaria è attivo anche nel teatro, specialmente creando scenografie, arredo e costumi. Nel corso degli anni Venti mantiene anche rapporti con Parigi, tornandovi più volte e proseguendo un’attività espositiva. Nel 1928 è vittima di un incidente stradale che gli lascia gravi problemi di mobilità e di salute: per questa ragione l’anno successivo non può partecipare all’apertura della sua mostra dei disegni di guerra organizzata presso il ridotto del Teatro Quirino di Roma e presentata da Filippo Tommaso Marinetti. A seguito di un ulteriore peggioramento, si spegne a Roma il 21 aprile del 1930.


La mostra è prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Direzione Artistica Banca Patrimoni Sella & C. con il contributo scientifico di Associazione Archivio Giuseppe Cominetti
A cura di Matteo Fochessati e Daniela Magnetti

L’opera in copertina è Il volano di Giuseppe Cominetti, 1914, olio su tela, Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura