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Fondazione Palazzo Ducale Genova

dal 31 luglio al 29 agosto 2021
da martedì a venerdì, ore 15-19; sabato e domenica ore 11-19

Attenzione: dal 6 agosto è richiesta la Certificazione verde Covid-19 per visitare le sale del Palazzo. Leggi di più

Biglietti

intero 5€ – ridotto 4€ – bambini 3€

Palazzo + L’Italia di Magnum 12€

Biglietto congiunto con la mostra L’Italia di Magnum. Da Robert Capa a Paolo Pellegrin

Visite guidate a cura degli Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale

Tutti i martedì alle ore 15


La storia

Sede del governo della Repubblica di Genova e residenza del doge, Palazzo Ducale è oggi il cuore della cultura e dell’arte di Genova che ospita mostre, incontri culturali, attività educative ed eventi. La sua costruzione si sviluppa nel corso dei secoli, a partire dal Medioevo fino alla fine del Cinquecento, quando l’intervento del Vannone trasformò gli spazi adeguandoli al prestigio e alla ricchezza raggiunti dalla Repubblica in quello che è ormai noto come il Siglo de los Genoveses.

La Cappella del Doge

In quel progetto rientra anche la splendida Cappella del Doge, affrescata da Giovanni Battista Carlone e Giulio Benso alla metà del Seicento, vero e proprio gioiello del palazzo che riassume e celebra la storia di Genova. Sebbene sembri dedicata alla Vergine, rappresentata nella radiosa scultura di Francesco Schiaffino sull’altare, la Cappella celebra in realtà i fasti di Genova: in un crescendo di decorazioni – dal pavimento con i marmi policromi alla volta a trompe l’oeil – sulle pareti affrescate sono rappresentati gli eroi della storia di Genova, Guglielmo Embriaco e Cristoforo Colombo. Sulla volta la Vergine in trono invocata dai Santi protettori della città, Giovanni Battista, Giorgio, Bernardo e Lorenzo mostra il bambino Gesù con un cartiglio ben visibile che recita «et rege eos» – governali – in riferimento al decreto del 1637 con cui la Madonna venne eletta Regina di Genova e la Repubblica fu trasformata in Regno.

I Saloni

Lo stile invece tipicamente neoclassico dei Saloni di Rappresentanza -in cui si riuniva il Senato della Repubblica – è legato a un rovinoso incendio del 1777, che distrusse parte del piano nobile e la facciata, e venne ricostruito dall’architetto Simone Cantoni, autore anche della facciata su piazza Matteotti e della copertura dei saloni a forma di carena rovesciata.

Nella Sala del Maggior Consiglio si riunivano i 400 nobili che amministravano la Repubblica, in base alla riforma aristocratica di Andrea Doria del 1528, ma si ha notizia anche di banchetti, danze, concerti e spettacoli di carnevale in netto contrasto con l’austerità e la severità del governo di una Repubblica racchiuso all’interno di un palazzo-fortezza. In realtà, a ben vedere, a partire dal Seicento Genova aveva perso le sue peculiarità di repubblica mercantile e militare per assumere un ruolo di potenza economica e finanziaria, in grado di gestire gli ingenti flussi di metalli preziosi provenienti dalle Americhe.

Le Statue dei Doria

La storia di Palazzo Ducale è indissolubilmente legata alla storia della città: che si tratti delle epigrafi del cortile Maggiore o delle statue di Andrea e Gio. Andrea Doria – simboli del potere aristocratico abbattute durante la sollevazione popolare alla fine del Settecento – attraversando gli spazi del Palazzo ci si imbatte nei segni e nei simboli di una narrazione secolare.