21 Nov 2024 — 23 Nov 2024, ore 10:00
Tre giornate di incontri e laboratori per confrontarsi sui temi dell’educazione, della mediazione e della fruizione di contenuti culturali. Quest’anno abbiamo concentrato lo sguardo sul valore delle relazioni, accostandole idealmente al tema dell’equilibrio: non basta infatti stabilire una relazione, è importante che questa sia contrassegnata da reciprocità, rispetto, misura.
Come si traducono questi concetti nella pratica di una realtà culturale? Quali progetti sono stati messi in atto, quali strategie si possono adottare per avvicinare, coinvolgere, arricchire il pubblico, anzi i pubblici, con particolare attenzione ai bambini e ai giovani, valorizzando le singole sensibilità?
Ilaria Bonacossa, direttrice Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Maria Fontana Amoretti, responsabile Servizi Educativi e Culturali di Palazzo Ducale
Non siamo soli, in una società che vede sempre di più nell’interlocutore uno specchio in cui riflettersi l’arte contemporanea mette al centro le relazioni, i legami, l’ascolto, lo sguardo, il corpo. Alcune opere di grande impatto emotivo consentiranno di aprire lo sguardo su gesti, silenzi, sensi che fanno dell’altro da sé l’elemento fondante della dimensione umana, suggerendo spunti di ricerca e lavoro per affrontare la complessità del presente.
Giovanna Brambilla è storica dell’arte, esperta in pedagogia del patrimonio e audience development
Il Museo delle Civiltà ha avviato negli ultimi anni un percorso di revisione delle metodologie e delle pratiche di ricerca, presentazione e comunicazione delle collezioni, che sta portando al progressivo rinnovamento delle sale espositive permanenti, attraverso un costante confronto e dialogo con singoli – artisti/e, attivisti/e, ricercatori/trici – e istituzioni, gruppi e “comunità”. L’intervento presenta alcuni progetti in corso che hanno determinato l’evolversi o la nascita di nuove modalità di relazione tra il museo e i pubblici.
Rosa Anna Di Lella è Demoetnoantropologa / Cultural Anthropologist
Coffee break
La vita di un museo è costituita da un susseguirsi di momenti che insieme ne costituiscono la storia, quasi la biografia: il museo, infatti, viene costantemente reinterpretato dagli artisti, trasformato dalle opere e vissuto dal pubblico e da coloro che vi lavorano – i curatori, gli educatori, i mediatori.
L’intervento ripercorre la programmazione degli ultimi dieci anni di Pirelli HangarBicocca attraverso momenti transitori in grado di generare esperienze di condivisione e collettività che possano aiutare a reimmaginare le funzioni e le caratteristiche del museo.
Giovanna Amadasi è Head of Public and Educational Programs, Pirelli HangarBicocca, Milano
Adolescenti al museo: come interagiscono con uno spazio abitato da opere e da diversi visitatori? Come si mettono in relazione con l’edificio storico? Da esperimenti di fruizione alla prototipazione di dispositivi di supporto alla visita: l’architettura vista dai Teens.
Federica Pascotto è Esperta in Pedagogia dell’Arte e consulente Servizi Educativi Pinault Collection | Venezia
Light lunch
Introduce e coordina Silvia Mascheroni, Università Cattolica di Milano; Patrimonio di Storie e Patrimonio e Intercultura; ICOM Italia
Partendo dalla riflessioni sulla didattica a distanza e il post Covid, l’intervento condivide l’esperienza del workshop Fake Uniforms, condotto dall’artista Sara Leghissa all’Istituto Albe Steiner di Torino, in collaborazione con il dipartimento educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. I workshop Fake Uniforms, realizzati in numerose scuole secondarie di II grado d’Italia e in collaborazione con diversi musei di arte contemporanea, nascono per dare ascolto e voce agli studenti, che difficilmente hanno avuto spazio di parola durante il periodo pandemico. La scuola ha riaperto come dopo una nevicata è il volume, concepito da Leghissa in dialogo con Maddalena Fragnito e Marzia Dalfini, che raccoglie ed elabora queste riflessioni, espandendole in direzioni molteplici: lo stato del sistema dell’istruzione e della valutazione scolastica, il rapporto tra tecnologie e corpo e la possibilità di immaginare una scuola diversa, “in un orizzonte sociale ed ecologico più gioioso e combattivo”.
Francesca Togni è responsabile mediazione culturale dell’arte, Coordinamento progetti educativi – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Come dialogano uno spazio d’arte e le persone che lo frequentano?
Quali relazioni e quali prospettive si aprono quando si crea un rapporto di ascolto e reciprocità con le comunità? I musei, i centri espositivi e i luoghi della cultura stanno velocemente cambiando per diventare spazi dove le differenze convivono, sono valorizzate e dove ognuno può sentirsi a proprio agio. Attraverso i progetti di accessibilità, le mostre possono diventare uno spazio di possibilità, di pensiero e di benessere pensato per le persone.
Irene Balzani, è responsabile famiglie, scuole e progetti di accessibilità, Dipartimento Educazione – Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
In che modo le narrazioni museali possono sovvertire i modelli dominanti di rappresentazione e promuovere una cultura plurale? Le metodologie queer offrono un ventaglio di possibilità per superare le visioni binarie e i concetti di normalità vs diversità.
Nicole Moolhuijsen è ricercatrice presso la University of Leicester e Coordinatrice Gruppo di Lavoro Genere e Diritti LGBTQ+ di ICOM Italia
Andrea De Pascale è Responsabile Servizi Educativi Musei Civici di Genova
Giacomo Montanari, DIRAAS Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo, Università di Genova
Nicola Ferrari è membro di InfoMus – Casa Paganini, Università di Genova
Oggetto del workshop, incentrato sulla mostra Lisetta Carmi. Molto vicino, incredibilmente lontano, è la mediazione culturale come terreno di incontro, scambio e confronto a partire dai temi fortemente presenti negli scatti della fotografa genovese: lotta di classe, riscatto delle comunità più fragili, dignità, diritti. Lisetta, che utilizza la fotografia come strumento di indagine sociale, problematizza le ingiustizie e alcune dinamiche dell’Italia degli anni 60 e 70, costringendo l’osservatore ad un processo di responsabilizzazione. Molte sono le domande che possono emergere, ma è sempre davvero necessario trovare subito altrettante risposte?
Tamburellata, stropicciata, piegata, arrotolata e strappata…la carta suona e ci suscita emozioni, idee, ricordi e storie. A partire dalla manipolazione, il semplice gesto o la trasformazione, esploreremo insieme il potere evocativo e il potenziale narrativo dei suoni di questo materiale multiforme. L’incontro si svolgerà come un piccolo laboratorio di ascolto e di creazione tattile e sonora per esplorare i legami tra suoni, idee e sensazioni. Ci prenderemo il tempo di manipolare e ascoltare i suoni della carta che ci mettano in relazione con noi stessi, le nostre storie e quelle che ci circondano. Un suono tira l’altro, un’idea tira l’altra, in un gioco di composizione sonora e poetica, individuale e collettiva.
Partendo da Legarsi alla montagna, l’azione performativa di Maria Lai che la stessa artista definì “l’opera più seria che io abbia fatto”, tesseremo legami tra brani della città di Genova riprodotti su cartoncini che, poi, collegheremo gli uni agli altri fino a creare un unico nastro di carta attraversato da un filo. Per legarci gli uni agli altri come ci si unisce parlandosi o guardandosi.
La foto-illustrazione è un perfetto esempio di come funziona l’immaginazione, che spesso trova proprio negli spazi vuoti del quotidiano il terreno più fertile per attivare le storie. Indagheremo in che modo questo linguaggio può prestarsi alla narrazione e all’esplorazione, anche quella più intima e personale, per produrre elaborati o proporre attività all’interno di gruppi e classi. Sfoglieremo insieme tanti libri, esploreremo il backstage di alcuni progetti per suggerire esempi di attività e approcci replicabili.
Il laboratorio, pensato per docenti delle scuole secondarie di I e II grado, intende fornire strumenti e spunti per accompagnare le proprie classi alla mostra di Lisetta Carmi. Le fotografie “esposte”, parola che ha un doppio significato, toccano molti temi che attraversano il periodo affascinante ma complicato dell’adolescenza, e diventano occasione per poter parlare di sé. Lo scrittore Italo Calvino nella trilogia degli antenati sceglie le parole “inesistente, rampante e dimezzato”, proprio per raccontare la fatica di raggiungere l’ideale di un’armonia con il proprio corpo, con la società, con gli altri, e il desiderio di costruirsi un’identità. Queste immagini saranno un perfetto laboratorio per costruire una strategia di contatto con tematiche delicate ma ineludibili.
I nostri movimenti lasciano scie di colore sulle pareti. Segni sospesi, segni raggomitolati, continui, spezzati. Una ridda di segni. Ne scelgo uno. Lo seguo, mi ci immergo. Sono segno, sono mosso dal segno.
Come diceva Gianni Rodari, «ci sono modi diversi di comprensione» e la fantasia è uno di questi. Davanti a un quadro, si può raccontare una storia, dialogare con i personaggi dipinti, immaginare ciò che è successo prima (se il quadro rappresenta una scena) o …
Non c’è limite alla fantasia, ad un approccio creativo dell’arte, complementare rispetto all’approccio scientifico e storico. Emozioni, ricordi, sensazioni possono arricchire l’analisi razionale e una lettura più obiettiva. Un’opera d’arte non la si vede soltanto: la si incontra e diventa parte nostra vita. Senza saperlo, la portiamo con noi e lei arricchisce il nostro vocabolario sensoriale ed emozionale.
Il laboratorio proporrà ad insegnanti ed educatori un percorso «fantastico» della mostra dedicata a Berthe Morisot ed attività di lettura attiva dell’arte.
Un momento per incontrarsi e scoprire A Zig-zag per la città, un kit utile e divertente per dare vita a laboratori in cui storia e geografia incontrano la fantasia. Schede, materiali e foto per esplorare e trasformare le città, ideati da associazione Matita nell’ambito del progetto IO VIVO QUI con il sostegno di Impresa Sociale con i Bambini, in collaborazione con la rivista Andersen.
Tributo a Francesco Langella già direttore della Biblioteca per Ragazzi Edmondo De Amicis di Genova
La lettura a voce alta favorisce una profonda e intima relazione tra adulto e bambino. È una crescita comune, attuata in un contesto calmo, di ascolto reciproco e di scambievole piacevolezza del momento. Un’occasione per sperimentare insieme, con l’ausilio di albi illustrati, il piacere della lettura ad alta voce.
dai 3 ai 5 anni, con accompagnatori
Un incontro per famiglie dedicato alla mostra Impression, Morisot tra arte, moda, poesia e letteratura, per immergersi nella Parigi dell’800 e scoprire l’opera di una grande artista. Berthe Morisot, in un’epoca in cui le donne erano ancora relegate a ruoli marginali, sfida le convenzioni e risplende, quasi unica in un mondo di uomini, grazie alla meticolosa rappresentazione del quotidiano, scene di intimità famigliare e vibranti paesaggi dai toni delicati. Grazie ad un approccio attivo e dialogico i partecipanti sono protagonisti di una narrazione corale dove il vissuto personale, ricordi e impressioni, si mescolano alla vita di Berthe Morisot e a quella di molte altre donne del suo tempo.
Consigliato dai 5 anni con accompagnatori
*Ingresso in mostra a pagamento
Letture in equilibrio tra realtà e immaginazione.
Con la partecipazione di Donatella Curletto e Caterina Pozzo (Osservatorio editoriale NpL)
Consigliato dai 2 ai 5 anni con accompagnatori
Lettura e laboratorio partendo dai libri di Marianna Balducci.
Una pagina di carta non è solo una pagina: a volte è l’inizio di un nuovo viaggio o di una grande rivoluzione.Un tuffo tra le storie che ci insegnano a pensare con le mani e con la testa, per non dimenticare ciò che per noi è davvero importante e disegnare la nostra piccola rivoluzione.
Consigliato dai 5 anni
Tutte le attività sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
Su prenotazione online: clicca qui
Info: didattica@palazzoducale.genova.it
Ai docenti partecipanti in presenza sarà rilasciato attestato di frequenza, valido ai fini del riconoscimento del credito formativo.
L’iniziativa è valida ai fini dell’ acquisizione di credito o frazioni di credito per i corsi di laurea in Conservazione dei beni culturali e per la laurea magistrale in Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico.