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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Curata da Gianni Canova e prodotta e organizzata da ViDi, l’esposizione presenta 70 fotografie scattate sul set e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Major americana che conducono il pubblico nel backstage dei principali film di Hitchcock, facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del regista inglese.

Celebrato come uno dei principali e più influenti innovatori della storia del cinema, Hitchcock è famoso per il suo ingegno, le trame avvincenti, la gestione delle camere da presa, l’originale stile di montaggio, l’abilità nel tener viva la tensione in ogni singolo fotogramma.

Hitchcock, come hanno detto i critici della nouvelle vague – afferma Gianni Canova – è stato uno dei più grandi creatori di forme di tutto il Novecento. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa. Ogni volta aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita.

Il percorso espositivo si apre proprio con la sezione dedicata al rapporto che ha legato Hitchcock a Genova, con fotografie e filmati del film Il labirinto delle passioni, accompagnati da alcuni ricordi delle rocambolesche disavventure che accompagnarono quel suo primo ciak ufficiale e prosegue analizzando i suoi principali capolavori, prodotti dalla Universal Pictures.

Primo fra tutti Psyco (1960), una delle sue opere più controverse che riuscì a battere tutti i record di incassi e fece fuggire il pubblico dalle sale in preda al panico. Un’occasione per vedere il dietro le quinte del metafisico Motel Bates, conoscere il personaggio inquietante di Norman, la doppia personalità di Marion e la celebre scena della doccia.

Una sala è dedicata a Gli Uccelli (1963), pellicola in cui introdusse numerose novità nel campo del suono e degli effetti speciali; con ben 370 trucchi di ripresa, il film richiese quasi tre anni di preparativi a causa della sua complessità tecnica.

L’itinerario nell’universo hitchcockiano prosegue con La Finestra sul cortile (1954), con James Stewart che interpreta il fotoreporter ‘Jeff’ Jeffries, costretto su una sedia a rotelle per una frattura alla gamba e che, per vincere la noia, spia le vite dei vicini dal proprio appartamento, fino a convincersi che in un appartamento si sia consumato un delitto. Il film fu un grande successo; uscito nell’agosto 1954, nel maggio 1956 aveva già incassato 10 milioni di dollari.

E ancora, La donna che visse due volte (1958), capolavoro divenuto oggetto di venerazione, che racconta una delle storie d’amore più angoscianti del cinema, narrata attraverso un numero infinito di angolazioni e riprese straordinarie nei luoghi più famosi di San Francisco.

Il materiale fotografico getta inoltre uno sguardo su altri celebri film come Sabotatori (1942), L’ombra del dubbio (1943), Nodo alla gola (1948), La congiura degli innocenti (1955), L’uomo che sapeva troppo (1956), Marnie (1964), Il sipario strappato (1966), Topaz (1969), Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976).

Tutto il percorso è accompagnato da approfondimenti video con il curatore Gianni Canova.

Una seziona della mostra è dedicata ad un indiscusso ingrediente di successo dei film di Hitchcock: la musica, in particolare quella di Bernard Herrmann, che scrisse le colonne sonore di La donna che visse due volte Psyco.


La mostra è ideata e prodotta da ViDi – Visit Different, con la collaborazione speciale di Universal Pictures Italia divisione di Home Entertainment e dello IULM, Milano.


Mostra con delitto, attività collaterale

Durante la visita della mostra, qualcuno morirà per ragioni ignote, starà proprio a te capire chi è il colpevole e difenderti dalle accuse mosse dalla polizia, sempre che il criminale non sia proprio tu. Avrai una nuova identità, avrai un alibi ed un movente. Hai ragione di credere che potrai diventare il protagonista di uno dei suoi celebri film e scoprire un tuo alter ego da paura. Continua a leggere qui


Biglietti

8€ intero
6€ ridotto
3€ scuole, bambini e ragazzi fino a 14 anni

bambini fino a 6 anni gratuito

Carta dei Servizi

I visitatori sono tenuti a depositare negli appositi armadietti in biglietteria borse e zaini.
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:
– introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;
– effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;
– fumare in tutti i locali della Fondazione;
– usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;
– consumare cibi e bevande.
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza
L’intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile qui

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