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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Nelle crepe dell’archivio coloniale: libri per emancipare le lacune della Storia
domenica 17 marzo 2024 ore 14, Sala Camino

Molti storici e storiche, a partire da Angelo Del Boca, hanno ricostruito, a partire dai documenti d’archivio, la storia coloniale italiana, e stanno continuando a delinearne i tratti sia dal punto di vista storico che culturale. È grazie a questi libri se oggi riusciamo forse ad essere più consapevoli di questo traumatico periodo della storia.

Eppure nelle scuole il colonialismo continua ad essere poco studiato, nei manuali spesso viene trattato in modo marginale, a volte raccontato in chiave auto-assolutoria. Continua ad esserci nella società civile e nei dibattiti mainstream una mancanza di riconoscimento critico non solo di quel passato, ma anche delle sue pesanti eredità materiali e culturali nel presente.

Inoltre, se gli archivi sui quali è stata ricostruita la storia coloniale sono per lo più gli archivi prodotti dal colonialismo stesso, c’è qualcosa che continua a rimanere fuori dal nostro orizzonte: il punto di vista della resistenza, delle persone colonizzate e dei loro discendenti, alcuni dei quali si trovano qui, nelle nostre città, come cittadine e cittadini, o aspiranti tali. Alcune recenti pubblicazioni stanno cercando in vari modi di colmare questo vuoto, di restituire la voce a storie a lungo rimaste inascoltate.


Giulia Grechi, dottoressa di ricerca in Teoria e Ricerca Sociale (La Sapienza, Roma, 2009), è professoressa di Antropologia Culturale e dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Si interessa di studi culturali e post/de-coloniali, museologia, con un focus sulle eredità culturali del colonialismo e sulle arti contemporanee che ne ridiscutono gli immaginari.

Co-cura la rivista on line roots§routes research on visual cultures (con A.C. Cimoli e V. Gravano) e il collettivo curatoriale Routes Agency/Attitudes_spazio alle arti. È stata ricercatrice presso l’Università L’Orientale di Napoli nel Progetto EU “Mela – European Museums in an Age of Migrations”, all’interno del quale ha indagato la relazione tra musei, colonialismo e arte contemporanea. Ha partecipato a diversi progetti europei e internazionali come antropologa e curatrice.

È una delle fondatrici di “yekatit12-19febbraio”, rete nazionale di soggetti plurali che studiano e lavorano nelle pratiche sulle eredità materiali del colonialismo italiano, soprattutto negli spazi pubblici. Ha recentemente pubblicato Decolonizzare il museo. Mostrazioni, pratiche artistiche, sguardi incarnati (Mimesis, 2021).


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