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Quando

19 gennaio 2017, ore 21

Dove

Sala del Maggior Consiglio

Informazioni

La Torre di Pisa

Fondazione Palazzo Ducale Genova

La Torre di Pisa è uno dei monumenti più famosi al mondo, divenuto ormai una delle massime icone dell’Italia e del Medioevo europeo. L’opera che ammiriamo oggi nella sua interezza e nella caratteristica pendenza, fu in realtà costruita nell’arco di due secoli. I tempi lunghi, anzi lunghissimi, della sua costruzione tuttavia non hanno impedito il risultato che vediamo: una mirabile unità compositiva che presuppone un progetto unitario e un’eccezionale costanza nel condurlo a termine, di generazione in generazione.
La Torre di Pisa non è soltanto il prodotto di un orgoglio civico, ma anche il risultato di inconsuete conoscenze e calcoli matematici e geometrici, nonché di una sapienza architettonica e costruttiva senza confronti a quel tempo.

Archeologo e storico dell’arte, Salvatore Settis collabora stabilmente con «La Repubblica», «Il Sole 24 Ore» e «L’espresso». È stato visiting professor in Università americane ed europee e nel 2001 ha tenuto le Mellon Lectures di Storia dell’Arte alla National Gallery di Washington. Dopo aver diretto il Getty Research Institute for the History of Art di Los Angeles (1994-99), è tornato a insegnare Storia dell’Arte e dell’Archeologia Classica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui è stato direttore. Accademico dei Lincei, delle Accademie delle Scienze di Berlino, Monaco e Torino, dell’Accademia Reale del Belgio e dell’American Academy of Arts and Sciences, le sue opere sono state tradotte in più di undici lingue. Tra le sue opere La tempesta interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto (1978 e 2005), La colonna Traiana (1988), Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale (2002, con il quale vince il Premio Viareggio nella sezione “Saggistica”), Futuro del «classico» (2004), Iconografia dell’arte italiana 1100-1500: una linea (2005), Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile), Azione popolare. Cittadini per il bene comune (2012) e nel 2014 Se Venezia muore.