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Fondazione Palazzo Ducale Genova

20 – 21 giugno;
25 – 28 giugno;
2 – 5 luglio;
8 – 12 luglio 2015

Drammaturgia e regia di Laura Sicignano, con Elena Dragonetti e Aldo Ottobrino

È in un teatro settecentesco, esemplare unico in Liguria, che Teatro Cargo ambienta Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, romanzo epistolare del 1782. La corte, con le sue leggi, i suoi codici e i suoi giochi di potere, è il luogo in cui si svolge une delle vicende più spregiudicate, affascinanti e scandalose della letteratura europea di quel periodo storico.

Lo spettacolo, liberamente ispirato al romanzo di Choderlos de Laclos, potrà essere in abbinamento alla visita guidata ai giardini di Villa Duchessa di Galliera ( € 2 ) e all’aperitivo in terrazza ( € 5 ).
Il pacchetto è stato chiamato “Grande Soirèe” spettacolo + visita + aperitivo € 16.50.
Il costo del solo biglietto intero € 16,00 – € 14,00 ridotto per over 65 , gruppi di almeno 10 persone, soci COOP, abbonati Teatro della Tosse – € 9.50 ridottissimo per giovani fino a 26 anni, abbonati annuali AMT, Green Card
Lo spettacolo sarà sempre alle ore 21

Il visconte di Valmont, cinico seduttore, ha deciso di conquistare la castissima e maritata Madame de Tourvel. Confida il suo progetto alla marchesa Merteuil, sua ex amante. Sarà lei a guidare a distanza le avventure di Valmont, imponendogli di rispettare il codice libertino. Il gioco si rivela fatale per i due protagonisti e per tutti gli inconsapevoli personaggi che Valmont e Merteuil manipolano per crudele divertimento.
Nello spettacolo di Teatro Cargo il romanzo vede in scena solo Valmont e la marchesa di Merteuil, registi complici e rivali che per scacciare la noia di un’esistenza satura di benessere, giocano con i sentimenti altrui non meno che con i propri, in un continuo mascheramento. La regista Laura Sicignano, responsabile anche della drammaturgia, ha incrociato la storia del romanzo con una riflessione di Diderot nel suo Paradoxe sur le comédien: “L’attore piange come un seduttore ai piedi di una donna che non ama, ma che vuole ingannare”. Cioè il migliore attore, secondo Diderot, recita con la testa e non con il cuore, non prova emozioni, ma sa fingerle con fredda tecnica. Così fa Valmont, esponente di una raffinata società in cui l’amore è considerato una faccenda da servette. Quel che conta per i due libertini descritti da Laclos è collezionare conquiste come farfalle da infilzare su un quadro: una sfrenata corsa al possesso dove l’amoralità è il requisito essenziale.
Con qualche differenza. Mentre a Valmont, in quanto uomo, è consentito fare mostra degli scandali, che anzi sono motivi di vanto, Merteuil, in quanto donna, è costretta a mantenere tutto segreto. Per questo, fin dall’adolescenza, la Marchesa ha maturato una straordinaria consapevolezza nella finzione e nell’osservazione degli altrui sentimenti, per meglio poterli usare a proprio vantaggio. Il compiacimento di Merteuil sta nell’avere acquisito fama di incorruttibile, mentre nelle stanze recondite dei suoi appartamenti, si concede a innumerevoli amanti che sa come manipolare ed eventualmente ricattare. Il godimento consiste più nel potere e nella conoscenza che nel piacere. Appare perfettamente padrona del proprio corpo e del proprio animo, l’uno costretto nelle stecche del bustino, l’altro nel rigore a cui si sottopone lei stessa, per guadagnarsi la libertà.

Ribaltando la storia in una prospettiva contemporanea, fino a che punto il libertinismo ha contribuito all’emancipazione della donna, liberandola dal suo ruolo di sposa e madre? Fino a che punto è stato invece uno strumento di ulteriore oppressione e asservimento alla sessualità maschile? Chi è più libera, infine, tra le due principali figure femminili delle Relazioni: la virtuosa Tourvel che accetta di sacrificare la sua dignità e la sua stessa vita all’amore, o la Merteuil che pretende di manovrare persone e sentimenti come burattini? Entrambe soccombono e con loro tutti i personaggi, senza avvertire l’incombere della Rivoluzione.
Una storia d’amore e di finzioni, dove la raffinatezza dello stile è più importante dell’autenticità del sentimento, dove la cipria e le parrucche nascondono mostri di vuotezza, dove l’ironia è l’arma tagliente per ferire e trionfare.

“Ho sempre saputo di essere nata per dominare il vostro sesso e vendicare il mio. Il mio scopo non era il piacere, ma il sapere”
Madame de Merteuil

Lo spettacolo può essere abbinato alla visita guidata ai giardini di Villa Galliera – a cura dell’Associazione Amici di Villa Duchessa di Galliera e all’aperitivo nel parco – a cura di Corallo Eventi

www.teatrocargo.it