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Fondazione Palazzo Ducale Genova

presentazione del libro
La fine delle buone maniere
martedì 17 dicembre 2019, ore 17.45
Munizioniere
Insieme all’autore intervengono Claudio Bevegni e Carlo A. Martigli, coordina Renato Tortarolo

Il mio nome è… E che importa?
Paolo il Silenziario
 
Ogni storia che ho scritto è un’autobiografia.
Nessuna è una confessione.
Amos Oz

Trascorrere la propria esistenza in un’età decadente, nella spazio materiale della città e in quello virtuale del ricordo. Mentre la quotidianità affila sui nervi un rasoio.
Il racconto a matrioska, che emerge attraverso alcune analogie e una metafora.
Incastonate tra le storie del presente troviamo, latamente analoghe all’esperienza del protagonista (sorta di metempsicosi in cui non trasmigrano le anime bensì le biografie), vicende di personaggi dell’antichità che contemplarono con inquietudine e sconcerto la caduta della propria urbe-mondo: i gallo-romani Ausonio e Rutilio Namaziano, il bizantino Paolo detto il Silenziario. Negli altri quattordici capitoli appare la Genova aristocratica e familistica, riflesso labirintico della caduta di una civiltà borghese, descritta nei suoi riti e nelle sue contraddizioni. Capitale delle Partecipazioni Statali, nella lunga traiettoria dell’impresa pubblica, a fronte del generale declino italiano; sia dell’antico triangolo industriale che della Terza Italia dei fuochi fatui distrettuali.

Pierfranco Pellizzetti, già docente di Sociologia dei Fenomeni Politici e Politiche globali all’Università di Genova, ora di Comunicazione pubblica e istituzionale, ha scritto per il Secolo XIX, il Fatto Quotidiano, il Manifesto, la Repubblica-Genova, La Vanguardia (Barcellona); blogger de il Fatto on line collabora a Micromega dal 1996 e Critica Liberale dal 1976.
Ha pubblicato – tra l’altro – “El fracaso de la indignaciòn” (Alianza Editorial, Madrid 2019), “Il Conflitto populista” (Ombre corte 2019), “Italia invertebrata” (Mimesis 2017) “Fenomenologia di Matteo Renzi” (Manifestolibri 2016), “Società o barbarie” (il Saggiatore 2015), “Storia della paura” (Mimesis 2014), “Conflitto” (Codice 2013),“Fenomenologia di Mario Monti – c’eravamo tanto illusi” (Aliberti 2012), “Liberista sarà lei!” (Codice 2010). Per Manifestolibri: “Fenomenologia di Berlusconi” (2009), “Fenomenologia di Antonio Di Pietro” (2010) e ha curato “Le parole del tempo, vocabolario della Seconda Modernità” (2010). Per Dedalo: “Italia disorganizzata” (con G. Vetritto, 2006) e ”La Quarta Via” (2008). È autore del romanzo docu-fiction “Una breve primavera” (Sedizioni 2014).

Edizioni Nino Aragno Editore

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