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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Sisifo rappresenta miticamente la condizione umana di necessita’ del lavoro: fatica senza scopo e ripetitiva proprio perche’, quale che sia il tipo di occupazione, anche la piu’ soddisfacente e ricca e retribuita, la condizione lavorativa contiene un elemento di sacrificio, di subordinazione e di infelicita’. Gli esseri umani non possono vivere senza lavorare. Opposto al mito di Sisifo e’ il mito di Prometeo. Sisifo e Prometeo rappresentano il lavoro-fatica e il lavoro-creativita’ — lavoro che ci lega alla terra e arte creativa che ci eguaglia a Dio. Questi due miti corrispondono alla storia del lavoro e delle relazioni sociali da esso sprigionatesi: come schiavitu’ e servizio servo nel mondo antico e poi come lavoro salariato e forza produttiva che crea il mondo simbolico e materiale nel quale viviamo. Lavoro come condizione necessaria che conferma la natura mortale e finita dell’essere umano; lavoro come condizione creatrice che conferma l’insoddisfazione per tale condizione e l’aspirazione all’eternita’. A questa doppia rappresentazione e’ legata la storia politica dell’Occidente, che e’ anche storia di lotte di liberazione dalla fatica del lavoro, oltre che dal dominio sul lavoro. Lo sviluppo tecnologico e’ parte della storia del lavoro come tentativo permanente di emancipazione dalla fatica. La lezione si conclude con alcune riflessioni sulla condizione contemporanea del lavoro (spesso dissociato dai diritti e ridotto, nuovamente, a fatica per il sostentamento), e sulla contraddittoria relazione della fatica con l’innovazione tecnologica. Lavoro intenso e senza fine, proprio grazie alla tecnologia telematica che mentre riduce la fatica fisica dilata il tempo di lavoro. Internet, la massima creazioni di cui Prometeo e’ stato capace, puo’ riportarci alla condizione di Sisifo, poiche’ da un lato ci libera dalla fatica ma dall’altro ci tiene permanentemente incatenati al lavoro.

Tags: Miti senza tempo