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Fondazione Palazzo Ducale Genova

L’immigrazione oltre Lampedusa. La realtà dell’immigrazione oltre gli stereotipi

Il discorso pubblico ripete ogni giorno che siamo di fronte a un fenomeno gigantesco, in tumultuoso aumento, che proverrebbe principalmente dall’Africa e dal Medio Oriente e sarebbe composto soprattutto da maschi mussulmani. I dati disponibili ci dicono invece che l’immigrazione in Italia dopo anni di crescita è sostanzialmente stazionaria, intorno ai 5,5 milioni di persone, arrivate per lavoro in un primo tempo, poi per ricongiungimenti familiari, con circa un milione di minori (IDOS, 2015) e 2,3 milioni di occupati regolari (Ministero del lavoro, 2015). Come se non bastasse, le statistiche dicono che l’immigrazione è prevalentemente europea, femminile e proveniente da paesi di tradizione cristiana.
Anche sui rifugiati, rappresentazioni e dati effettivi si divaricano. In realtà l’86% delle persone in cerca di asilo trova accoglienza in paesi del terzo mondo. Meno del 10% arriva in Europa. Il Libano ha accolto più rifugiati siriani dei 28 paesi dell’UE messi insieme, con un’incidenza stimata oggi intorno ai 183 ogni 1.000 abitanti, mentre la Giordania raggiunge gli 87 su 1.000 e la Turchia i 32. Per offrire dei termini di paragone, si può ricordare che la Svezia è a quota 17, l’Italia a quota 3, con circa 180.000 rifugiati accolti a fine 2015. I termini di confronto sono 2,6-milioni per la Turchia, 1,5 milioni per il Pakistan, 1,1 milioni per il Libano, 980.000 per l’Iran, 736.000 per l’Etiopia, 664,000 per la Giordania. Eppure in Europa e in Italia predomina l’idea dell’invasione di una folla incalcolabile di richiedenti asilo.

Maurizio Ambrosini è docente di Sociologia delle migrazioni nell’Università degli Studi di Milano. Insegna inoltre nell’Università di Nizza. E’ responsabile scientifico del Centro studi Medì di Genova, dove dirige la rivista “Mondi migranti” e la Scuola estiva di Sociologia delle migrazioni. E’ autore, fra vari altri testi, di Sociologia delle migrazioni, manuale adottato in parecchie università italiane. I suoi interessi riguardano i temi del lavoro e della disoccupazione, della solidarietà e delle politiche sociali, e negli anni recenti soprattutto le migrazioni e i processi di globalizzazione. Suoi articoli e saggi sono usciti in riviste e volumi in inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e cinese. Ha pubblicato ultimamente Non passa lo straniero? Le politiche migratorie tra sovranità nazionale e diritti umani (Cittadella, 2014); Migrazioni irregolari e welfare invisibile. Il lavoro di cura attraverso le frontiere (Il Mulino, 2013) e curato Governare città plurali (FrancoAngeli, 2012) e Perdere e ritrovare il lavoro (Il Mulino, 2014).

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