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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Dal 28 al 30 gennaio si terrà a Genova presso Palazzo Ducale, Liguria Spazio Aperto, il secondo workshop internazionale su “Integrated Water Management”, progetto pilota sponsorizzato dal Comitato per le Sfide della Società Moderna della NATO. Il progetto pilota si pone come obiettivo di definire concetti ed aspetti metodologici innovativi per supportare i decisori nella stesura di un piano di gestione di un bacino fluviale, studiando ed integrando le interrelazioni tra diversi campi di interesse, scientifici, gestionali, politici, sociali, sulla base di esperienze acquisite nei diversi paesi del mondo. Le finalità del progetto sono quindi in pieno accordo con la direttiva 2000/60/EC del Parlamento Europeo che ha introdotto definizioni, obiettivi, e vincoli specifici ed intersettoriali per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche.
Il workshop che si terrà a Genova, al quale parteciperanno una sessantina di persone provenienti da tutto il mondo con basi culturali ed interessi professionali diversi, ma comunque legati ad esperienze nella gestione dei bacini fluviali, pone una particolare enfasi su due aspetti che riguardano questo argomento: la caratterizzazione dei bacini fluviali italiani ed un approccio ingegneristico e progettuale al problema.
I bacini fluviali italiani, così come molti bacini del Mediterraneo, in quanto meno estesi, sono notevolmente diversi dai grandi bacini del nord Europa, presi troppo spesso come riferimento nelle politiche comunitarie. È comunque ovviamente sbagliato pensare, “piccoli bacini piccoli problemi”, ma piuttosto problemi diversi, che, ad esempio, la cittadinanza ligure e genovese conoscono bene, quali ad esempio le alluvioni improvvise (flash floods) causate da pur brevi ma intense perturbazioni meteorologiche, e l’intenso sfruttamento agricolo delle piccole superfici pianeggianti presenti con un conseguenze deterioramento della qualità delle acque sotterranee. In questo incontro verranno portati ad esempio interessanti studi modellistici che riguardano questi aspetti sia in riferimento allo scenario ligure che a quello veneto.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, la visione ingegneristica moderna della gestione di un bacino fluviale pone alla base del proprio approccio l’interpretazione di questo come un sistema, di cui si vuole sia monitorare il comportamento di alcune sue componenti dinamiche di interesse, sia predirne l’evoluzione anche attraverso l’utilizzo di modelli di simulazione e di supporto alla decisione, realizzati su calcolatore. Per permettere questo è necessario avere forti competenze ingegneristiche interdisciplinari, ovvero sistemistiche, idrauliche, chimiche, informatiche ecc., che permettano di affrontare problematiche molto diverse, quali ad esempio la progettazione e la realizzazione di reti di sensori disposti sul territorio, di basi di dati per raccogliere informazione storica da acquisire in tempo reale tramite reti di telecomunicazioni, di sistemi informativi territoriali, di modelli di simulazione, di sistemi di supporto alle decisioni. Tale approccio ingegneristico e multidisciplinare è peraltro necessario anche in riferimento a problematiche di gestione ambientale di tipo più generale, relative alla mitigazione degli impatti legati all’intensa antropizzazione dell’ambiente. Esempi di queste problematiche possono essere la protezione e la gestione del patrimonio boschivo o l’analisi e le mitigazioni dei rischi di origine naturale e industriale che caratterizzano un certo ambito territoriale.
La formazione di tecnici in grado di affrontare problematiche così complesse con strumenti integrati di tipo interdisciplinare costituisce l’obiettivo primario del Corso di Studi in Ingegneria dell’Ambiente dell’Università di Genova attivato da tre anni presso il Polo Universitario di Savona, e che alla fine di quest’anno vedrà i primi laureati di secondo livello in Ingegneria dell’Ambiente, specializzati nella gestione del rischio ambientale ed industriale.

L’evento si realizza in collaborazione con l’Ufficio dell’Addetto Scientifico della Delegazione Italiana presso la NATO a Bruxelles ed è organizzato dal Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica (DIST) dell’Università di Genova, dalla sede operativa in Savona del Centro di ricerca Interuniversitario di Monitoraggio Ambientale (CIMA) e dall’Istituto per le Scienze Ambientali dell’Università di Anversa, Belgio. Il workshop è inoltre sponsorizzato dal Comitato “Sfide della Società Moderna” della NATO, dal Gruppo Nazionale Disastri e Catastrofi Idrogeologiche (CNR-GNDCI), dal Consorzio Interuniversitario per le Scienze Ambientali (CINSA) con sede direzionale a Venezia, ed è patrocinato dalla Regione Liguria in collaborazione con la Fondazione Colombo. Il workshop è realizzato con il patrocinio di “Genova Città Europea della Cultura 2004”.

Per la richiesta di eventuali ulteriori informazioni contattare:
Roberto Sacile
Università di Genova
roberto.sacile@unige.it
tel. 0103532153, cell. 328 1003228