23 Apr 2020 — 14 Mag 2020, ore 17:30
Alessandro Ferraro dell’Università di Genova ci guida in tre passeggiate immaginarie (per ora) nei luoghi letterari della nostra città. I protagonisti dei percorsi sono alcuni fra i poeti maggiori del Novecento europeo: Eugenio Montale, Giorgio Caproni ed Edoardo Sanguineti.
Si comincia con Caproni, nella cui opera in versi Genova è rientrata «tutta» e «intera», come sottolinea “Litania”. Una città «dell’anima» dove spiccano tre luoghi che sono diventati simboli: piazza Bandiera dell’incontro con Enea, padre in spalla e figlio per mano, sotto forma di gruppo scultoreo «in carne ed ossa»; la funicolare che parte da Largo Zecca, raggiunge Righi e sfonda l’ultima stazione in un viaggio dal ventre materno al post mortem; l’ascensore di Castelletto preso a Portello per andare in paradiso
Si prosegue con Montale, inoltrandoci nell’«oscura primavera di Sottoripa»: quasi un secolo dopo quel mottetto e quel portico conservano, come un pegno, la poesia e la Genova più autentiche del premio Nobel, il quale successivamente ha «frugato addietro» nei propri ricordi e ha messo in versi uno piccolo stradario della memoria personale, da corso Dogali, dove nacque, a via Caffaro, la «vecchia strada in salita», passando per il glorioso Giardino d’Italia.
Si conclude con Sanguineti che vide una studentessa rotolare a rallentatore e rovinosamente lungo la scalinata di via Balbi 3 che voleva forse comunicargli qualcosa, o che s’illuse di potersi rifare una vista e una vita cambiando gli occhiali presso un istituto ottico di corso Buenos Aires.
Ed è lo stesso Sanguineti a passare il testimone a due dei poeti contemporanei più importanti, De Signoribus e Testa, per l’ultimo tratto della maratona immaginaria nei luoghi letterari di Genova.
In collaborazione con Luoghi d’Arte e Diraas Università di Genova