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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Presentazione del libro Heidegger e gli ebrei
Quaderni Neri di Donatella Di Cesare – Ed. Bollati Boringhieri
 
L’intenso dibattito che i Quaderni neri stanno suscitando riguarda soprattutto quello che finora era un non-detto: la “questione ebraica”. Per la prima volta Heidegger parla apertamente degli ebrei e dell’ebraismo. All’indomani dell’offensiva tedesca a est, scatenata da Hitler il 22 giugno 1941, Heidegger annota: “La questione riguardante il ruolo dell’ebraismo mondiale non è una questione razziale, bensì è la questione metafisica su quella specie di umanità che, essendo per eccellenza svincolata, potrà fare dello sradicamento di ogni ente dall’Essere il proprio compito nella storia del mondo”.
 
Heidegger avverte che il tema dell’ebraismo va affrontato nella storia dell’Essere. Qual è il rapporto tra l’Essere e l’Ebreo? Ecco dunque la novità dei Quaderni neri. L’Ebreo è insediato nel cuore del pensiero di Heidegger, nel centro della questione per eccellenza della filosofia. Ma, d’altra parte, proprio all’Ebreo viene ascritto l’oblio dell’Essere, la colpa più grave.
 
Nella sua apocalittica Heidegger vede nell’Ebreo la figura di una fine che si ripete ossessivamente impedendo al popolo tedesco di risalire all’“altro inizio”, cioè a un nuovo mattino dell’Occidente.