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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Protagonista di molte storie diverse – della moda e del costume, della famiglia Medici, della ritrattistica di corte nel pieno Rinascimento – il quadro della Galleria degli Uffizi di Firenze raffigurante La duchessa Eleonora di Toledo col figlio Giovanni di Agnolo Bronzino, del 1545, esercita un’ipnotica suggestione su chiunque si soffermi a guardarlo. E questo non solo per la bellezza della donna ritratta, che posa sull’osservatore uno sguardo fermo e sereno entro un volto ovale di armoniosa purezza; non solo per la qualità della pittura, che rende con precisione infallibile le fattezze e le vesti della madre e del figlio; ma anche e forse soprattutto per il fascino del tessuto della sfarzosa veste femminile, un tessuto ricercato e raro, memorabile per la forza del disegno e dei contrasti cromatici fra il bianco, il nero e l’oro. Quell’abito secondo alcuni non è mai veramente esistito, ma va interpretato piuttosto come un compendio di messaggi simbolici, funzionali al rango della corte medicea: pochi ritratti riescono, come fa questo in modo mirabile, a raccontare i successi e le aspirazioni di un momento storico, attraverso la bellezza prepotente delle cose, sul crinale di un precario e suggestivo equilibrio fra natura e arte.

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