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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Le maschilità negoziate nell’omosessualità

Le argomentazioni che saranno sviluppate nell’incontro verteranno sull’analisi di uno dei principali paradossi su cui si confronta la costruzione delle maschilità omosessuali, paradosso che coinvolge sia la percezione sociale che le maschilità gay riflettono di sé che le rappresentazioni che le altre maschilità e femminilità forniscono: le maschilità omosessuali negano e contraddicono in termini socio-culturali le caratteristiche «essenziali» della maschilità tradizionali (sebbene, al tempo stesso, diventino il termine di paragone verso cui gran parte dei gay aspira per una docile tentazione di essere normali). Tuttavia anche la maschilità «tradizionale» nega la sua declinazione frocizzata e se ne distanzia: se i gay la mettono in crisi, la maschilità tradizionale risponde alla crisi della sua identificazione e definizione solo per distanziarsi da ciò che la nega. In che modo e attraverso quali trasformazioni socio-culturali, dalla negazione del ruolo maschile tradizionale gli omosessuali pervengono a nuove affermazioni del maschile? Si tratta realmente di maschilità inedite, resistenti, alternative al modello originale? L’analisi offerta cercherà di presentare il ripiegamento della maschilità omosessuale verso le principali fascinazioni normalizzanti che si presentano nell’attuale periodo neo-liberista, momento in cui la posta in gioco non si svolge, semplicisticamente, sull’asse dei ruoli sessuali ma implica, invece, un maschile che necessita di confrontarsi – tra le varie istanze – con l’etnia e la razza, con la pluralizzazione dei generi, con la disabilità, con i processi di acquisizione della cittadinanza per poter divenire pienamente «protettore» e «consumatore» del nuovo ordine globale. Che implicazioni hanno la richiesta di uguaglianza dei maschi omosessuali e la loro rivendicazione di essere normali? Quali sono gli effetti legati alla domanda di riconoscimento (giuridico e culturale) delle maschilità gay? Quali le implicazioni delle richieste di “piena” cittadinanza” che asseriscono la normalità di essere gay (a patto che si sia maschili, bianchi, di classe media)? I processi di assimilazione prodotti dall’eteronormatività in gran parte delle comunità gay e la conseguente costruzione normalizzante dei gay (omonormatività), quali nuove gerarchie di desiderabilità stanno determinado? Uno dei principali effetti è la depoliticizzazione e la privatizzazione della cultura movimentistica LGBT, ancorata nella protezione del domestico (la nazione), nel consumo e nella partecipazione attiva al nuovo ordine globale. A corroborare questa ipotesi, i processi politici globali in atto (sia di tipo securitario che di valorizzazione di alcune soggettività) sembrano fondarsi sulla definizione anche di standard omonazionalisti che non soltanto si contrappongono al nemico da combattere (la figura ambigua del terrorista) ma che si discostano, nel contempo, da tutte quelle corporeità terroristiche che lo standard nazionalista individua come eccessive. In tal senso, analizzare le maschilità omosessuali significare riconsiderare le maschilità nella loro complessità.

Rassegna: L’invenzione dell’eterosessualità