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Fondazione Palazzo Ducale Genova

Cultura rave e danze di liberazione
martedì 29 aprile ore 18

Cultura rave come emancipazione dal controllo sociale. Danza collettiva come rituale di cura e guarigione.

Nell’arco di un trentennio la scena dei rave è stata fucina di nuove alterità. In questo modo si sono anche forgiati nei circuiti underground generi musicali innovativi come jungle, grime e dubstep. Mescolando azione diretta, neotribalismo e cyberpunk, questa cultura pirata votata all’invisibilità si è concretizzata in un crogiolo di istanze politico-esistenziali, unendo in una danza collettiva artisti, attivisti e sognatori di comunità liberate.
Oggi sembra che questa ricerca di transe, di “uscire fuori”, sia diventata un bisogno di massa, come suggeriscono le Love Parade in streaming, la Notte della Taranta da ballare in Eurovisione, la pervasività della musica elettronica, le numerose pubblicazioni sull’argomento. Leggiamo di rave illegali organizzati in Palestina o in Libano, oppure di raduni autorizzati che riuniscono mezzo milione di persone. Dunque al cospetto di quest’umore sempre più esternato a livello globale, è possibile interpretare tali espressioni “dionisiache” del contemporaneo cogliendo il significato più profondo di alcune pratiche e rituali che segnano la nostra quotidianità e che possiedono ancora il potere di rigenerare e sanare la coscienza individuale e collettiva.
“Le feste dionisiache non saldano soltanto il legame tra uomo e uomo, conciliano anche l’uomo con la natura. […] Di luogo in luogo e in sempre più crescenti schiere si danza il vangelo dell’armonia universale: cantando e ballando l’uomo si esprime come membro di una più alta e più ideale comunità.” (Friedrich Nietzsche, La visione dionisiaca del mondo, 1870)


Tobia D’Onofrio, giornalista e scrittore ha vissuto dall’interno il movimento rave in Italia, poi nel 1998 si è trasferito a Londra. Appassionato di musica, lavora come giornalista musicale freelance e collabora con “la Repubblica XL”. Nel 2019 ha curato, per Agenzia X, il volume Voglio vedere Dio in faccia di Gianni De Martino e il volume Rave new world (2018).


Rassegna Ma che Musica a cura di Luisa Stagi e in collaborazione con Laboratorio di Sociologia Visuale e Foreveregreen | Electropark

Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili


A seguire:

DIT ZY e X.enne
martedì 29 Apr, 2025
19.30
dj e vj set

©Alberto Ligi Barboni